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Un Piano strategico per battere la crisi Si riparte dal tesoretto di Pistoia Futura

Fabio Calamati
Un Piano strategico per battere la crisi Si riparte dal tesoretto di Pistoia Futura

Dalla liquidazione dell’associazione restano 260.000 euro. Unità d’intenti tra sindacati, associazioni e istituzioni

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PISTOIA. Al di là dei nomi, la notizia vera è che associazioni imprenditoriali, sindacati e istituzioni pistoiesi sono pronte a lavorare insieme ad un progetto comune. L’obiettivo è altisonante e ambizioso: definire un “Piano strategico di sviluppo del territorio provinciale” che indichi a tutti la strada per far uscire Pistoia dalla crisi economica e dal declino che la colpisce più delle altre province toscane.. Per arrivarci, il primo passo è stato presentato ieri mattina nella sede della Fondazione Cassa di risparmi di Pistoia e Pescia, dove il presidente Luca Iozzelli, insieme ai presidenti della Provincia Rinaldo Vanni e della Camera di commercio Stefano Morandi, hanno illustrato i contenuti di un protocollo d’intesa sottoscritto da tutti e tre. Allo stesso tavolo erano seduti rappresentanti dei sindacati e delle categorie, a ricordare che se il protocollo è una questione delle tre istituzioni pubbliche, dietro c’è la comunità d’intenti di tutti i rappresentanti di lavoratori e imprenditori.

Il protocollo parte da due fatti. Il primo: sindacati e associazioni di categoria pistoiesi hanno di recente sottoscritto (dopo due anni di confronto) un documento comune in cui individuano, tutti d’accordo, i vettori possibili dello sviluppo in provincia, dall’industria ferroviaria attorno all’eccellenza Hitachi, al vivaismo, al turismo della montagna e delle terme. Il secondo: è ormai giunta a fine corsa l’avvenuta di Pistoia Futura, l’associazione nata nel 2005 per rafforzare i processi di concertazione, che nella sua vicenda ha distribuito fondi, promosso studi economici e creato un “marchio ombrello” per i prodotti pistoiesi, ma non è riuscita a incidere realmente sui processi economici in provincia. Dall’aprile 2017 Pistoia Futura è in liquidazione. E, sia pure con qualche fatica e molto tempo utilizzato, lascerà dietro di sé un “tesoretto” di 260.000 euro che sarà destinato appunto – tramite devoluzione alla Camera di commercio – alla definizione del piano strategico di sviluppo per la provincia.

Con queste premesse, Provincia, Camera di commercio e Fondazione Caripit si trovano d’accordo nel dare avvio al “percorso per l’elaborazione di un Piano strategico di sviluppo, che troverà base e spunto nel documento congiunto sottoscritto dalle parti sociali”. In particolare, si dà mandato al presidente della Fondazione Luca Iozzelli, di definire una proposta di piano da sottoporre a tutti gli attori. L’idea è quella di affidarsi a un project manager di riconosciuta competenza.

Presentando l’accordo, ieri tutti hanno sottolineato l’importanza dell’unità d’intenti, sopravvissuta alla liquidazione di Pistoia Futura, un risultato che non era scontato all’inizio del percorso. Unanime anche l’auspicio che lo sforzo comune si concretizzi non in «studi di carattere accademico, come in passato» (così Iozzelli) ma in «elaborazioni capaci di offrire visioni di medio e lungo periodo». E del resto proprio di queste cose c’è bisogno, vista la congiuntura tutt’altro che positiva che la provincia di Pistoia sta attraversando dal punto di vista economico e sociale. Insomma, ora più che mai c’è da passare dalle parole ai fatti. —


 

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