Finanza
«Il Comune ci deve 2,8 milioni», Asmiu diffida palazzo civico
La municipalizzata ha accumulato crediti dal 2002 e il weekend scorso ha presentato il conto L’amministratore: stavamo lavorando ad un accordo, ma gli uffici non hanno firmato gli atti
MASSA. L’amministratore unico di Asmiu, Federico Orlandi, la sua firma in calce all’atto la mette venerdì scorso. Nel weekend quell’atto viene recapitato in via Porta Fabbrica. Si tratta di una diffida con cui Asmiu, l’azienda municipale che si occupa della raccolta rifiuti, ricorda all’amministrazione comunale - di cui è emanazione - di vantare un credito di 2,8 milioni di euro. E chiede che quei soldi - o almeno una parte - gli siano versati.
La diffida arriva in una fase di piena transizione. Transizione a Palazzo comunale perché domenica si vota per eleggere il sindaco, transizione ad Asmiu perché lo stesso Orlandi, di nomina sindacale, è in scadenza di mandato.
La diffida - l’amministratore unico ci tiene a sottolinearlo - viene inviata agli uffici perchè - insiste Orlandi - «il problema non è politico, ma amministrativo. Gli atti sono pronti da tempo, ma - aggiunge - non vengono firmati».
Una vicenda, quella di Asmiu, che parte da lontano, dal 2002: è da quell’anno, infatti, che l’azienda dei rifiuti comincia a vantare crediti nei confronti dell’amministrazione di cui è ente strumentale: «La somma dei 2,8 milioni si è prodotta - ricostruisce Orlandi - per diversi motivi. È capitato che siano stati versati meno soldi rispetto a quanto previsto dal contratto di servizio, inoltre non sono stati riconosciuti gli adeguamenti Istat e non sono stati pagati servizi extra come quello in occasione del fortunale del 2012».
Asmiu decide di percorrere la via dell’accordo: «Siamo un ente strumentale» - chiarisce l’amministratore. Insomma, un testa a testa legale è sembrato assurdo visto che Asmiu è al 100% comunale.
«La precedente amministrazione - prosegue Orlandi - ha stanziato 1,5 milioni, ma gli atti sono fermi. Noi ne chiediamo la firma».
Ecco, quindi, che per sbloccare lo stallo Asmiu invia a Palazzo civico una diffida a cui non associa, però, la messa in mora. Ricorda - nella parole dell’amministratore - la situazione e la possibilità di accordo: «Non ho firmato una lettera di messa in mora, ma ho fatto presente la situazione. Chiedo che si metta testa su questa questione. Fin quando sono amministratore unico, io rappresento e tutelo Asmiu. Senza voler fare alcuna forzatura. L’accordo è stato trovato».
E a chi teme che quel credito di 2,8 milioni si traduca in difficoltà di organizzazione del servizio di raccolta, Orlandi assicura: «Il servizio è garantito. Non hanno fondamento i timori». Al nuovo sindaco Asmiu chiede di accelerare la firma degli atti e di «versare anche i 150.000 euro stanziati dalla precedente giunta per poter assumere gli stagionali». Perché se i soldi non arrivano nelle sue casse, Asmiu di contratti - seppur a termine - non può stipularne.
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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