Proteste
Il Mercato apre le porte e va in cerca di operatori
Presentato il bando del Comune per dare in concessione una serie di spazi all'interno della struttura commerciale livornese
LIVORNO. Al Cisternino di Città si è parlato del futuro del Mercato delle Vettovaglie, chiamato "Il nostro Louvre" dai salaci livornesi di fine Ottocento, in un convegno moderato dal capocronista del Tirreno Alessandro Guarducci in cui l’assessora al commercio Paola Baldari ha presentato il nuovo bando: dopo quello dello scorso febbraio rivolto agli interni, stavolta si punta a dare dare in concessione degli spazi inutilizzati.
Per i tanti ospiti in sala, nella maggior parte esercenti del "supermercato naturale" sugli scali Aurelio Saffi, anche l’intermezzo musicale della sassofonista Fiorenza Messicani e la proiezione del video dedicato proprio al palazzo più famoso della città, ad opera di Luciano De Nigris con le interviste di Giovanni De Peppo e la collaborazione di Alberto Ughi e Fabrizio Ottone.
«Il nostro Mercato merita un rilancio che vada oltre i confini del Comune, coinvolgendo nuovi soggetti che possano portare idee nuove pur senza snaturare lo spirito autentico della struttura», spiega Baldari illustrando l’avviso di interesse rivolto, appunto, agli operatori esterni. All’asta pubblica andranno dunque le concessioni novennali a canone mensile per un negozio, 15 banchi, 17 cantine e 2 ammezzati. La direttrice Nella Benfatto preme sull’acceleratore: «Abbiamo scelto una procedura snella per assegnazioni rapide, così da completare l’iter entro Natale 2018».
Ma le novità non finiscono qui. «Vogliamo dei banchi belli anche da chiusi, e anche visti dall’alto», continua Baldari mostrando il prototipo delle strutture (più grandi, per ottemperare agli obblighi di legge) che andranno progressivamente a sostituire quelle già esistenti: coperture e saracinesche saranno uguali per tutti, mentre le insegne dovranno avere ciascuna un colore specifico a seconda dell’attività commerciale ospitata all’interno dello stand. E si pensa anche alla movida: «Nasceranno tre nuove attività di somministrazione, per aiutare i commercianti a stare aperti più a lungo e favorire la permanenza serale della clientela», prosegue Benfatto.
Tutto ciò, garantiscono da palazzo Civico, mantenendo le porte del Comune aperte alle iniziative del consorzio locale nell’ottica di rinascita della bottega di prossimità sui colossi della grande distribuzione. Il passo successivo (in attesa di un futuribile trasporto pubblico locale sull’acqua), intuizione suggestiva per confezionare un’esperienza turistica che unisca le ramblas di Barcellona ai canali di Venezia, è ripercorrere in battello l’antica via delle merci, che giungevano dal mare attraverso il Fosso Reale e risalivano dallo scalandrone del Mercato, per gustare il cibo migliore sotto lo sguardo delle Gabbrigiane dello scultore livornese Lorenzo Gori.
«Sarebbe fantastico, e in parte già si fa qualcosa di simile; il solco è tracciato» racconta l’assessora, che poi rilancia sul tema del merchandising: «Il Mercato è una miniera di idee, per rilanciarlo dobbiamo cavalcare ogni onda». Perché la ricchezza di un luogo, come insegna il video di De Nigris, risiede nella gente che lo vive: «Il Mercato è anche relazione, e vi si incontrano persone splendide» sottolinea De Peppo, mentre Ottoni evidenzia che «l’edificio di Badaloni è l’unico che i turisti conoscono già prima ancora di sbarcare dalle navi».
L’ultimo incoraggiamento ai potenziali investitori è di Massimiliano Bendinelli, dirigente municipale del settore commercio: «I numeri del turismo e gli utili che ne derivano sono in crescita. E se i visitatori lasciano anche solo 3 o 4 euro a testa sul territorio, molti di loro fanno appunto tappa al Mercato delle Vettovaglie».
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