Il Tirreno

Tutti in coda i correntisti dell’ex BpVi

Tutti in coda i correntisti dell’ex BpVi

La transizione informatica dei conti correnti (oltre un milione) nel sistema Intesa SanPaolo ha creato forti disagi

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PRATO. Sono da pochi minuti passate le 10 di lunedì scorso alla ex filiale della Banca Popolare di Vicenza di via Scarpettini a Montemurlo, adesso diventata Intesa SanPaolo, e le persone in coda allo sportello sono 93. L’attesa media per effettuare un’operazione ad uno dei 6 sportelli attivi è di circa due ore. Sono gli effetti dell’acquisizione della Banca Popolare di Vicenza da parte di Intesa SanPaolo appena avvenuta, che nel fine settimana dell’8 dicembre ha visto compiersi il delicato passaggio da un sistema informatico all’altro degli istituti bancari (sfiorano il milione i conti correnti interessati dal passaggio da BpVi a Intesa, che arrivano a quota 1,5 milioni se si considerano anche le migrazioni da Veneto Banca).

«Il passaggio è andato bene – fa sapere Intesa SanPaolo –. È un tipo di operazione che in Italia non ha mai fatto nessuno, che coinvolge una mole enorme di dati, perciò siamo soddisfatti». Nonostante la buona riuscita della migrazione, il passaggio ad Intesa, come ogni cambiamento che si rispetti, ha generato un po’ di confusione e qualche difficoltà per i clienti della ex BpVi.

«È da una settimana che non riesco a sapere qual è il saldo sul mio conto corrente e se mi è stato accreditato lo stipendio – afferma Mario Ravai, correntista della ex BpVi – Ho avuto problemi con la carta e non riesco ad accedere all'home banking tramite la nuova applicazione, non posso però prendere giorni di ferie per andare allo sportello. Eppure i soldi sono miei. Sotto Natale poi questa situazione è ancora più scomoda». «Riesco a fare il bancomat ma non l’estratto conto – spiega una correntista all’uscita della filiale di piazza Borsi a Narnali. Qui le persone in attesa la stessa mattina sono circa 30 –. Perciò per vedere quanto ho devo sempre andare allo sportello, e si perdono le mattinate, perché da una settimana a questa parte c’è sempre confusione. Sono entrata alle 8.30 e sto uscendo adesso, che sono le 10». «Prima pagavo le bollette allo sportello – afferma un altro correntista –, ma adesso non si può più fare». Qualche difficoltà l’ha generata anche la chiusura di alcune filiali della ex BpVi (69 in tutta Italia), come quella dell’ospedale Santo Stefano (a tirare giù il bandone a Prato sono state anche le sedi di via Panziera e via Fiorentina). «Io avevo il conto all’ospedale – spiega un correntista –, ma lì la filiale non c’è più perciò sono stato spostato a quella di Galciana, ma ho qualche difficoltà a capire come muovermi, alcune operazioni non riesco a farle». Anche la sede della ex BpVi di Galciana (adesso Intesa SanPaolo), in via Isidoro del Lungo, nei giorni scorsi è apparsa piuttosto affollata (con una media di 40 persone in fila la mattina di lunedì 18 dicembre). Qualche limitazione in corso anche per i bancomat. Al di là di alcune interruzioni temporanee nei giorni a ridosso della migrazione, ai bancomat del vecchio circuito BpVi con le carte di debito sarà possibile effettuare solo operazioni di prelievo (fino al 30 marzo), per un massimo di 250 euro per operazione. «Era una cosa di cui avevamo avvertito i correntisti per tempo – fa sapere Intesa San Paolo –, e le vecchie carte possono già essere sostituite con le nuove, che hanno tutte le funzionalità». Tutto regolare invece per l’home banking.

Intesa SanPaolo invita i clienti a chiamare il numero verde 800 303303 per qualunque problema e rassicura: «Vista la complessità dell’operazione di passaggio qualche difficoltà in questi primi giorni per i clienti può esserci. L’impegno per limitare i disagi tuttavia è stato il massimo (anche sul fronte della formazione del personale delle ex banche venete). Si tratta di avere un po’ di comprensione nei primi passaggi, e in breve tempo la situazione tornerà alla normalità». Le file di questi giorni si spiegano probabilmente con la quantità di persone in coda per sostituire le proprie carte o fare operazioni connesse al passaggio e con qualche rallentamento dovuto alle nuove procedure. «Un po’ di tempo in più ci vuole – spiega una correntista –. Ma agli sportelli sono disponibili (anche a spiegare le cose nuove a noi anziani)». «Come per tutti cambiamenti ci vuole pazienza» è la sintesi di un cliente.

Fabrizia Prota

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