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Depuratori fantasma: Publiacqua rimborsa

Depuratori fantasma: Publiacqua rimborsa

Un regalo di Natale un po’ in anticipo per 6.265 utenze, molte delle quali pistoiesi

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PISTOIA. Pioggia di rimborsi da parte di Publiacqua per i servizi di fognatura e depurazione riscossi, anche se mai erogati. Un regalo di Natale un po’ in anticipo per 6.265 utenze (5.680 a uso domestico), visto che le prime bollette piuttosto leggere, e in alcuni casi con crediti da scalare ulteriormente dalle successive bollette, stanno già arrivando nelle case di diversi cittadini.

Il risarcimento in questione è relativo alle voci “fognatura e depurazione” presenti in bolletta, per tutte le utenze, a prescindere dall’effettiva attività del servizio. Una tariffa che, per quanto riguarda la depurazione – anche nei casi in cui il depuratore non esisteva – veniva richiesto attraverso la tariffa D2, introdotta con la legge 13/2009, che prevedeva che il cittadino corrispondesse la somma per la semplice esistenza di un progetto su carta di realizzazione dell’impianto, in massimo quattro anni.

Dopo innumerevoli proteste, finisce così l’annosa questione che ha visto migliaia di pistoiesi sborsare soldi in più, nonostante l’assenza del servizio. I più sfortunati? Soprattutto i residenti del tratto pistoiese di via Fiorentina e delle frazioni del Nespolo, Chiazzano e Le Querce, ma anche diverse utenze della città. A sancire per la prima volta l’illegittimità della riscossione forzata della tariffa era stata la sentenza 335 del 2008 della Corte costituzionale, cui sono seguite decine di altre sentenze, anche davanti ai giudici di pace. Oggi, a distanza di quasi 10 anni, Publiacqua dà il via ai rimborsi, per un totale di 1,9 milioni di euro, per il periodo 2009-2015,dopo aver già restituito la quota parte relativa all’anno 2014.

L’errore, secondo quanto ammesso proprio da Publiacqua nel 2015, è imputabile a un mancato aggiornamento degli archivi sulle utenze e i relativi servizi connessi (come quello della depurazione), fornito dai Comuni e risalente al 2002. Dunque, vecchi e non aggiornati.

La revisione del database, avviata dopo la sentenza della Corte Costituzionale, ha comportato una completa verifica attraverso un controllo sul campo. I controlli a tappeto hanno però portato anche all’individuazione di 3.439 domestiche che, invece, pur usufruendo dei servizi di fognatura e depurazione, non li hanno mai pagati, perché non registrai correttamente nel database. Un ammanco pari a 824.000 euro. Per questi cittadini, nessun regalo sotto l’albero, anzi – per rimanere in tema di festività - solo carbone. Con il 2018, infatti, Publiacqua avvierà la riscossione della cifra dovuta per le annualità 2009-2014 richiedendo, a rate, la cifra.

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