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Rigassificatore, «L’ecosistema marino? Nessuna criticità»

Enrico Paradisi
Il rigassificatore
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Il rigassificatore

Il direttore del Cibm Carlo Pretti, ha presentato i risultati dei monitoraggi ambientali effettuati vicino all'impianto

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LIVORNO. «Nessuna criticità sulla flora e fauna marina nell’area prospiciente al terminale», è la sintesi perfetta del professor Carlo Pretti, direttore del comitato scientifico del Cibm di Livorno (consorzio per il centro interuniversitario di biologia marina) che nella seconda parte del convegno, sul monitoraggio e gestione delle infrastrutture, ha relazionato sui risultati del monitoraggio confermando quanto esposto da Olt nella presentazione del rapporto di Olt. Il Cibm, infatti, ha effettuato un piano di monitoraggio ambientale prima e dopo il posizionamento e l’entrata in funzione del rigassificatore (con campionamenti su tutta la colonna d’acqua e la misurazione del rumore, che vengono effettuati su base trimestrale nell’area, che in media presenta un fondale di 110 metri). Un’area che parzialmente era già degradata perché il sito in passato ha interessato lo sversamento dei fanghi portuali.

«Quello che va evidenziato – ha detto Pretti – è che questo monitoraggio è estremamente cautelativo per tutte le componenti ambientali. Si fanno quattro campagne l’anno: le componenti analizzate sono la colonna d’acqua, il sedimento, il monitoraggio su tutta la parte vivente (fitoplancton), e la bio acustica e la misura del rumore». In sostanza vengono analizzati gli effetti dell’impianto sull’ecosistema marino. «È l’assenza di sostanziali criticità – ha detto Pretti – che emerge dalla grande mole di datata che è stata prodotta sia comparando quello che c’era prima dell’arrivo del terminale e successivamente durante il periodo di esercizio». Per il Cibm non sono state rilevate variazioni chimico fisiche, insomma, e anche tutti i prodotti di derivazione del cloro (che viene utilizzato nel processo industriale) sono sempre al di sotto dei limiti di determinazione strumentali (non si formano cioè prodotti di degradazione in quantità rilevabili). Anche gli avvistamenti di cetacei, non moltissimi anche durante la pre-installazione non sono variati, mentre anche la preoccupazione sul probabile aumento della torbidità delle acque ipotizzata dalle emissioni della nave, non si è verificata. «L’impatto sull’ambiente dell’Olt, non è rilevante», ha confermato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Pisa Andrea Serfogli.

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È intervenuto tra gli altri anche il comandante dei vigili del fuoco di Livorno Francesco Notaro che ha parlato dei controlli della “Seveso” e del sistema della gestione della sicurezza) e quello della direzione marittima della Toscana Vincenzo Di Marco, che ha spiegato la mole di lavoro che impegna i suoi uomini, con l’impegno costante dell’autorità marittima per “safety and security”, e sui profili autorizzativi. Sul primo aspetto, si parla della vigilanza sulle manovre di ormeggio al rigassificatore (quest’anno sono state sei) con piloti dedicati, personale di bordo e uomini della guardia costiera. A questo si deve aggiungere tutta la parte del controllo al rigassificatore e delle navi che arrivano. Sulla security, che prevede ordinanze di sicurezza, di transito e non transito nel raggio di 2, 4 e 8 miglia dall’impianto Di Marco ha parlato del monitoraggio costante che viene effettuato attraverso i sistemi di controllo da terra e dal rigassificatore stesso e dei controlli sulle imbarcazioni a servizio dell’impianto.

 

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