Il Tirreno

Archivio Malaparte: il Comune di Prato pronto a farsi avanti

di Azelio Biagioni
L'assessore alla cultura del Comune di Prato Simone Mangani
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L'assessore alla cultura del Comune di Prato Simone Mangani

Prato, il 19 luglio ricorrono i 60 anni dalla morte dello scrittore pratese. L'assessore alla cultura Simone Mangani affronta il delicato problema del fondo che la città lasciò che finisse nelle mani del senatore Dell'Utri

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PRATO. Un anniversario importante quello dei sessant’anni dalla morte di Curzio Malaparte che la sua città natale e il Comune in particolare intendono ricordare come si deve. L’iniziativa più rilevante è fissata per il 19 luglio (anniversario della scomparsa dello scrittore e giornalista) ma prima di questa data altre saranno le proposte. Il Tirreno comincia oggi una serie di servizi per ricordare la figura e l’opera del poliedrico intellettuale pratese.

Assessore Simone Mangani, il Comune omaggia quindi uno dei suoi figli più illustri.
«Esatto, è una ricorrenza particolare ed è doveroso che la città di Malaparte lo celebri in maniera giusta. Non solo, le iniziative di quest’anno precedono quelle del 2018 quando ci sarà un altro anniversario importante: i 120 anni dalla nascita di Curzio Malaparte. E come amministrazione comunale inviteremo all’interna programmazione gli eredi dello scrittore».

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Per quest’anno il Comune cosa ha in calendario?
«Ci saranno una serie di iniziative che stiamo mettendo a posto e che fra pochi giorni presenteremo. La più importante è quella del 19 luglio. Si tratta di una lectio magistralis di Sandro Veronesi su Malaparte. Quando pensavo a cosa fare per ricordare lo scrittore mi venne subito in mente Veronesi, per il suo spessore era la persona giusta. Quando gli ho proposto l’idea lui ha scelto di tenere questo incontro su ‘Mamma marcia’, l’opera-testamento di Malaparte dove l’autore parla sì della madre ma anche dell’Europa. L’appuntamento è per il 19 luglio alle ore 21 alla Corte delle Sculture del Polo Campolmi».

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A Prato cosa c’e’ che ricorda Curzio Malaparte?
«In due dei luoghi più importanti della città, ovvero la Lazzerini e Palazzo Pretorio, troviamo un ricordo di Malaparte. Alla biblioteca sono esposte una serie di foto che ritraggono l’illustre personaggio insieme ad una sintetica biografia e non dimentichiamoci che la Lazzerini è uno dei luoghi cittadini che quotidianamente sono più frequentati. Al terzo piano di Palazzo Pretorio si può leggere, invece, una delle frasi più intense dello scrittore, riferita agli stracci che arrivavano a Prato, che troviamo nel libro ‘Maledetti toscani’. La frase è: ‘A Prato, dove tutto viene a finire: la gloria, l’onore, la pietà, la superbia, la vanità del mondo».

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Ma per quanto riguarda l’archivio Malaparte, che intenzioni ha il comune?
«Considerando quello che Malaparte ha rappresentato nel mondo, è indubbio dire che il Comune è interessato all’archivio dello scrittore che ora si trova a Milano alla biblioteca di via Senato dal 2009 quando venne acquistato da Marcello Dell’Utri al costo di 700mila euro. Ma a causa delle vicende giudiziarie nei confronti di Dell’Utri i suoi beni sono sotto sequestro. Quindi deve prima sciogliersi il nodo di questo procedimento penale e poi capire se i libri hanno vincoli d’archivio e il valore dell’archivio stesso. Se si apre uno spiraglio certamente siamo interessati e in questa operazione potrebbero impegnarsi anche altri soggetti per contribuire a far tornare a Prato tutta l’importante documentazione».

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E per i sessant’anni dalla morte di Malaparte torna in libreria “Maledetti toscani”. «Quest’anno Adelphi ha rieditato il libro, fuori catalogo da alcuni anni. Un bel regalo da farsi e da fare a chi non ha questo volume nella libreria di casa».
(1- continua)

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