Toscana
Al debutto il quasi-presidente «Vengo a Livorno per costruire»
Il decreto non c’è ancora ma il successore di Gallanti è stato presentato ai dipendenti di Palazzo Rosciano «Il microtunnel è un’opera importante, parola di ingegnere». Porto 2000, siamo a un passo dal verdetto
LIVORNO. Altro che l’“auto non-blu” del sindaco Filippo Nogarin, che è pur sempre una signora Volkswagen Passat station wagon: il futuro presidente dell’Authority Stefano Corsini si presenta a Palazzo Rosciano a bordo di una anonima Punto scura e a guidarla non è l'autista bensì il segretario generale Massimo Provinciali. Talmente francescano che piacerebbe a leader pauperisti come l'uruguagio Pepe Mujica o il burkinabé Thomas Sankara.
Ancora non c’è l’ultimo bollo tondo ma è, assurdamente, solo una questione di lana caprina burocratica: la penna per firmare il decreto di nomina l'ha in mano il ministro Graziano Delrio, che ha già acquisito da più di due mesi l'ok ufficiale del governatore Enrico Rossi e, da qualche settimana, anche il via libera da parte delle commissioni parlamentari. Dubbi? Neanche a parlarne, l'idea di puntare su Corsini è farina del sacco proprio di Delrio.
La nomina ancora non c’è
E allora cos'è che sta facendo slittare di giorno in giorno, di settimana in settimana, questa benedetta nomina che il porto attende? Da informazioni non ufficiali assunte scandagliando il sottobosco governativo romano, l'ingegnere di Palazzo Chigi deve ancora ottenere il via libera per mettersi in aspettativa dal proprio incarico di dirigente: possibile che gli apparati di governo mettano i bastoni fra le ruote di una scelta caldeggiata dal ministro delle infrastrutture, che fino alla primavera di due anni fa era proprio al timone di Palazzo Chigi? Più probabile che si tratti di quelle “distrazioni” burocratiche con cui Roma ammazza i territori e neppure se ne accorge...
«Vengo per costruire, per fare: c'è una importante scommessa da affrontare come la Darsena Europa», dice l'ingegner Corsini di fronte al taccuino del cronista cercando di non sbilanciarsi troppo prima della nomina formale. Poi aggiunge: «Posso garantire il massimo impegno e che le scelte saranno scelte mie». Come dire: rivendica la responsabilità e, sembra di capire, manda un altolà a chiunque pensasse di poterlo tirare per la giacchetta.
Ok al microtunnel
Sia a caldo durante il tour di giovedì in porto sia ieri a fine mattinata è saltata fuori anche la sottolineatura da ingegnere doc: l'apprezzamento per il progetto del microtunnel che, spostando sotto il fondale le condutture verso la raffineria Eni, consentirà di toglierle da dove sono adesso e dunque di allargare il canale di accesso. «È un'opera interessante, e importante», chiosa l'ingegnere romano.
Prima della maxi-Darsena
Non è un aspetto secondario: a più riprese gli operatori hanno ricordato che senza Darsena Europa il porto di Livorno non ha un domani ma i tempi di realizzazione sono, nell'ipotesi più ottimistica di 5 anni (o, più realisticamente, il doppio). E nel frattempo? Ecco, le opere per ridurre l'impatto delle strozzature fisiche che condizionano l'accesso al porto sono lo strumento per gestire l'immediato.
Comunque Corsini, classe 1958, ingegnere idraulico esperto di opere marittime, ha già nello zaino il bastone di maresciallo, anzi di generale. La riprova sta nel fatto che il comunicato di Palazzo Rosciano, sede dell'istituzione portuale, dice che «quello di stamani è stato a tutti gli effetti il suo primo giorno di lavoro» e ripete che il presidente designato entra nel quartier generale dell'ormai ex Port Authority livornese, ora trasformata formalmente in Autorità di sistema dell'Alto Tirreno «con l'autorevolezza e la consapevolezza di chi sa che questa volta toccherà a lui prendere in mano il destino dei porti di Livorno e Piombino, parte integrante di un unico sistema messo a punto dal ministero delle infrastrutture».
Se nel primo round di assaggio giovedì scorso era stato accompagnato dal predecessore Giuliano Gallanti e dal numero due Massimo Provinciali a girare per un'ora e mezza i vario tasselli del puzzle portuale, ieri la giornata è stata praticamente per intero alla “macchina” dell'ente: al mattino un lungo incontro nell'ufficio di presidenza, nel pomeriggio il primo contatto con i dipendenti nel salone al primo piano. Con una appendice significativa: il colloquio con il sindaco Filippo Nogarin. «Del tutto informale», si premurano di precisare da Palazzo Civico.
Piombino è importante
Ma il presidente (designato) insiste sulla svolta che allarga i confini del mondo portuale governato da Palazzo Rosciano: non ci sta a vedere Piombino semplicemente come una appendice, qualcosa di simile a un extra da appiccicare all’assetto già esistente. «Bisogna capire non solo le possibilità di integrazione ma la forza che i due porti insieme possono creare. Anzi, non solo loro ma anche l’Elba».
Non mancano le battute sulla comune fede giallorossa che professano tanto l’ingegnere quasi-presidente che l’attuale segretario generale: del resto, ambedue sono romani e ambedue vengono dai ranghi dell’apparato di governo (per Provinciali il ministero delle infrastrutture, per Corsini la presidenza del Consiglio).
Chissà se solo per andare a caccia di consensi e simpatia che Corsini rivela le proprie radici toscane: «La mia famiglia viene dal monte Amiata, mia moglie era senese, i miei figli sono nati a Poggibonsi, andavamo al mare a Follonica e a Castiglioncello. Livorno? No, finora mai».
Ovvio, però, che tenga le carte coperte. Non ha alle spalle l’esperienza al timone di un’altra istituzione portuale ma può contare sugli anni che nell’apparato tecnico del governo lo hanno visto occuparsi di grandi infrastrutture.
Del resto, le urgenze bussano alle porte: c’è da rimettere sui binari il fondamentale progetto della maxi-Darsena secondo le osservazioni della Regione (e c’è da capire se l’uscita di Rossi dal Pd avrà contraccolpi); c’è da accelerare la gara dei bacini. E c’è da completare il vaglio delle offerte per la privatizzazione della Porto 2000: le buste sono già state aperte, la commissione (guidata da Provinciali) ha analizzato le offerte, l’istruttoria è praticamente finita. Difficile che ce la facciano prima del Seatrade di Miami, il “conclave” internazionale del mercato crocieristico in agenda a metà mese: e se fosse quello il palcoscenico per l’annuncio dell’esito della gara che mette in palio il proto crociere di Livorno?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
