Il Tirreno

«Solo una brutta botta», ma c’era una frattura

di Cesare Bonifazi
«Solo una brutta botta», ma c’era una frattura

Viareggio: per il pronto soccorso doveva solamente curare un'infiammazione

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VIAREGGIO. Le avevano diagnosticato una semplice infiammazione dovuta alla botta presa dopo un incidente. Sarebbe passato tutto con una cura di antidolorifici e sette giorni di riposo. In realtà la signora Sandra Pecchia, viareggina, conosciuta per essere la dirigente del liceo scientifico Michelangelo di Forte dei Marmi e del liceo Chini di Lido di Camaiore, continuava a sentire un forte dolore ed è andata all’ospedale di Fivizzano dove le hanno fatto la radiografia ed è venuto fuori che aveva riportato una frattura.

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«Giovedì pomeriggio ho avuto un incidente con lo scooter davanti all’ex Tabarracci - racconta la signora Pecchia - ho urtato una macchina. Io sono caduta e lo scooter mi è finito sopra. La signora con cui ho avuto l’incidente mi ha anche accompagnato a casa e io pensavo di non essermi fatta niente, dopo un po’ ho sentito un forte dolore che aumentava con il passare delle ore. Così mi sono decisa a farmi vedere da un amico fisioterapista il quale mi ha consigliato di andare al Pronto soccorso per fare almeno una radiografia. Alle 16.15 entro al Versilia ma non sapevo che quella porta sarebbe stato l’inizio di un calvario».

La signora attende infatti fino all’una di notte, ora in cui finalmente si decide a rivolgersi di nuovo agli sportelli: «Il tempo passava e io aspettavo - racconta - chiedo diverse volte se sanno quando sarà il mio turno ma nessuno è in grado di rispondermi. Intanto passano le ore, la gente va via, arriva. All’1.40 mi arrabbio davvero e chiedo all'accettazione quanto ancora avrei dovuto aspettare: non ce la facevo più avevo dolore. Mi viene risposto che il mio era un codice verde e che quindi era normale se altre persone mi passavano davanti nella fila».

Alla fine, alle due la signora viene visitata da una dottoressa che le diagnostica una semplice infiammazione dovuta al trauma dell’incidente. Ci sarà necessità di una radiografia? Ma no.

«Basta qualche antidolorifico e pochi giorni di riposo mi risponde la dottoressa - racconta - Ma io quando torno a casa sento sempre dolore. Ho dormito malissimo. Giovedì sera non sapevo più cosa fare: tornare al pronto soccorso mi sembrava inutile. Abbiamo visto che a Fivizzano c’era un ortopedico disponibile a visitarmi subito. Lì mi hanno fatto una radiografia».

La diagnosi: frattura composta da curare con una dose giornaliera di fraxieparina (utilizzato per prevenire la formazione di coaguli di sangue, ndr), degli antidolorifici e assoluto riposo per almeno trenta giorni con l’uso delle stampelle per i piccoli spostamenti.

«Così non va - dice la signora - non si può sopportare tutto questo e soprattutto non è giusto. Io capisco che loro abbiano tanto da fare ma ho ricevuto un pessimo trattamento e stare sempre zitti non è il caso: come è accaduto a me può accedere anche a altri. Sono molto amareggiata: io sono una cittadina che paga regolarmente le tasse, lavoro e cerco di insegnare alle giovani generazioni che le regole vanno rispettate, ma allo stesso modo la dignità delle persone. Spesso quando sentivo parlare di negligenza al Pronto Soccorso ero scettica ma adesso devo ricredermi».

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