Il dolore
Ucciso da una coltellata in una casa di corso Amedeo
Non ce l'ha fatta l'uomo soccorso dalla Misericordia in un appartamento in corso Amedeo: era stato ridotto in fin di vita da una coltellata fra addome e ascella nel corso di un litigio. Era di origini rumene e aveva 47 anni. Appena cinque settimane fa l'assassinio in via Roma
LIVORNO. A distanza di cinque settimane dalla coltellata che sulla porta di un condominio di via Roma, un’altra lama diventa lo strumento per risolvere un litigio e anche stavolta ci scappa il morto in un altro sabato notte violento: anche adesso nella notte, ma in una abitazione di corso Amedeo. Un altro omicidio nel giro di poco più di un mese, in una città dove i morti ammazzati si contano sulle dita di una mano nell’arco di un decennio. Se però era stato un agguato a uccidere il 6 febbraio Zviadi Khurtsidze, georgiano quarantenne che si era nascosto dietro l’identità fasulla di un passaporto lituano, il rumeno quarantasettenne morto prima dell’una della notte fra sabato 12 e domenica 13 marzo è stato vittima della foga di un diverbio che dalle parole si è trasformato in pugni e botte, e infine in un fendente mortale. Fatale è stata una coltellata fra addome e ascella.
A dar credito all’ipotesi di un delitto d’impeto è il fatto che, a quanto è stato possibile ricostruire, sarebbe stato l’accoltellatore a chiamare il 113. Era mezzanotte quasi in punto quando i poliziotti hanno trasmesso la richiesta di soccorso alla centrale operativa del 118, che ha inviato sul posto una ambulanza della Misericordia. I volontari dell’associazione di via Verdi hanno tentato di rianimare in ogni modo il ferito – ormai in stato di incoscienza per tutto il sangue uscito dalla ferita - prima di fiondarsi verso il pronto soccorso dell’ospedale, dove nel frattempo era stata predisposta la shock room. Ma la disperata corsa è stata vana: poco dopo il cuore del quarantasettenne ha cessato per sempre di battere.
Dell’uomo ancora non si conoscono le generalità: risulta che lui e un cittadino italiano erano all’interno di una abitazione di corso Amedeo, praticamente di fronte all’edificio comunale che porta ancora la targhetta della scuola d’infanzia delle Quattro Stagioni. Mentre l’équipe della scientifica ha effettuato i rilievi di rito nell’appartamento al piano terra e nell’androne del palazzo, i poliziotti sono al lavoro anche per chiarire cosa sia esattamente accaduto all’interno dell’appartamento: a cominciare dal motivo del litigio.
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