Sicurezza
«Mia figlia aggredita a coltellate, ma riuscirà a rifarsi una vita normale»
Pistoia, il 9 ottobre fu ferita dal suo ex. Accompagnata dalla madre, la ragazza ha rilasciato la propria deposizione al pm
PISTOIA. Quel finestrino che esplode in mille pezzi, il coltellaccio da cucina che la colpisce ripetutamente al petto, al collo, al torace, alle braccia, dieci, venti, trenta volte... E poi l’inutile tentativo di sottrarsi a quella furia omicida uscendo dall’auto, la caduta giù nella scarpata, con l’ex compagno che, nel buio più assoluto, la raggiunge, l’afferra per il collo e stringe, sempre di più. E la salvezza che arriva con la voce della mamma, che la chiama, la cerca, la trova e finalmente la prende tra le braccia.
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Quei lunghi minuti di terrore li ha necessariamente dovuti ripercorrere ieri mattina, davanti al sostituto procuratore Claudio Curreli, la ragazza che nella serata del 9 ottobre scorso, sulle colline di Marliana, è stata selvaggiamente aggredita dal suo ex, Emanuele Nelli, trentaquattrenne autista di Lamporecchio, adesso in carcere con le accuse di tentato omicidio, maltrattamenti, rapina e porto abusivo di arma.
Tra la mamma e il suo legale – l’avvocato Alberto Russo – protetta da un paio di occhiali da sole e da un cappellino di lana, quasi a voler nascondere le terribili cicatrici che le segnano il corpo e l’animo, la ragazza è arrivata in tribunale poco dopo le nove e mezzo. Come ha sempre fatto in questi due mesi, preferisce non parlare. Affida alla madre il compito di descrive ciò che la sua vita è diventata da quel 9 ottobre e le sue speranze per il futuro.
«Sta benino, va avanti, anche se tra molte difficoltà, pensando soprattutto al bambino» spiega la donna, riferendosi al figlio che la ragazza ha avuto con l’uomo che poi è quasi diventato il suo carnefice. «È dura, veramente, ma in questi giorni ha dimostrato di avere carattere. È forte mia figlia. E sono sicura che un giorno questa storia riuscirà a lasciarsela alla spalle, che potrà dire di avercela fatta».
Prima che il suo ex la speronasse con la propri a auto costringendola a fermarsi, la ragazza aveva fatto in tempo a chiedere aiuto alla nonna con un sms. Ed è stato grazie a quel messaggio che la mamma era arrivata in pochi minuti sul luogo dell’aggressione, appena in tempo salvarla.
«Ringrazio il Signore che sia viva. E sicuramente, oltre al Signore, il quel momento, a vegliare su di lei, c’era anche un angelo custode: mio fratello, morto a 34 anni di cancro. Perché in quegli istanti, qualcuno, la forza per sopravvivere, a mia figlia, gliel’ha data, oltre che il pensiero per il suo bambini. Nonostante tutto questo, per la nostra famiglia, sarà un Natale sereno perché mia figlia sarà qui con me, lei che credevo, quel 9 ottobre, di non avere più».
Salite le scale del palazzo di giustizia, per oltre un’ora, poi, la ragazza ha ricostruito per il pubblico ministero l’aggressione di quella sera, ma anche gli episodi dei mesi precedenti, che erano costati a Nelli, incapace di accettare la fine della loro relazione, già una denuncia per stalking. Dopo è stato il turno della madre di rilasciare la propria deposizione . Tutti atti che andranno ad integrare il fascicolo del pm in vista della richiesta di rinvio a giudizio. Per la chiusura delle indagini, alla procura adesso manca soltanto la conclusione della perizia affidata a un consulente tecnico, incaricato soprattutto di valutare la natura delle lesioni e la loro potenziale capacità di causare la morte e i postumi permanenti che avranno sulla vittima.
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