La manifestazione
La furia omicidia della sopraffazione
«Mia per sempre»: Cinzia Tani racconta quando lui uccide all’interno della coppia
Soltanto lo scorso anno, in Italia, 120 donne sono state uccise dal proprio ex marito, ex compagno, ex fidanzato, ex amico. Centoventi vite spezzate, sopraffate dalla violenza “familiare”. Donne che non possono più parlare, insieme ad altre donne che sono scomparse senza lasciare tracce. Dissolte nel nulla, come se non fossero mai esistite. Nel suo nuovo libro “Mia per sempre. Quando lui uccide per rabbia, vendetta, gelosia” (ed. Mondadori, pagg. 187, euro 17), la giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva Cinzia Tani affronta il tema del femminicidio, una delle più drammatiche emergenze del nostro tempo che ha visto una escalation di delitti all’interno della coppia (o ex coppia), un fenomeno non nuovo, ma oggi trasformatosi in un mostro da estirpare. Come la rabbia, la vendetta, la gelosia - presenti nel sottotitolo del libro - di uomini che non hanno paura di perdere l’amore, ma il possesso. Un folle desiderio di potere, di onnipotenza nei confronti della donna - moglie, compagna, amica... non importa - con la quale hanno vissuto per anni, con la quale si sono confrontati per anni. Ecco quindi emergere la fragilità di uomini che con la violenza, con la sete di vendetta esasperata, tentano di scongiurare e curare la ferita narcisistica causata dalla donna che li ha lasciati, che si è allontanata da loro.
Cinzia Tani, nel suo libro inchiesta, si pone di fronte alla drammaticità del femminicidio raccontando e ricostruendo alcuni degli ultimi delitti che hanno affollato le cronache dei giornali e il web. Ma quella di Tani è una ricerca che va oltre, che scava alle radici del problema «nel tentativo di fare giustizia (con l’aiuto di criminologi, psicologi e magistrati) dei tanti luoghi comuni con i quali si tende a mascherare il fatto che le donne devono ancora misurarsi con una violenza di genere che le conquiste sociali non sono riuscite a debellare. Chiamare questi delitti passionali o della gelosia, frutto di un accesso di rabbia o di un momento di blackout - sostiene l’autrice - significa solo cercare alibi per gli assassini». Perchè l’uccisione della donna avviene di solito dopo minacce, intimidazioni, violenze fisiche e psicologiche. «La furia omicida si scatena quando verificata la loro inutilità, l’uomo avverte il pericolo di essere abbandonato e di trovarsi solo».
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