Attenzione
La Concordia resta lì fino a ottobre
Gabrielli incontra i gigliesi. Tozzi: quel carburante può uccidere il mare
"Costa Crociere c’è e farà fede a tutti gli impegni. Questa nave dovrà venire via dal Giglio, non dovrà inquinare e tutto dovrà essere fatto in sicurezza e in tempi ragionevoli". Lo ha detto il presidente e ad di Costa Crociere, Pierluigi Foschi, oggi pomeriggio nell’incontro con i cittadini dell’isola del Giglio, alla presenza del sindaco Sergio Ortelli. Foschi ha precisato che la compagnia percorrerà «tutte le strade possibili perchè la nave venga portata via intera». «Al momento - ha aggiunto Foschi - non so darli ma ne sapremo di più nel momento in cui avremo il cronoprogramma dei lavori a metà marzo. Vogliamo programmare insieme a voi le attività - ha proseguito l’ad rivolgendosi alla cittadinanza - per non impattare sulla stagione turistica o ridurre i disagi al minimo». Ad alcuni abitanti che gli chiedevano che cosa accadrà se la stagione turistica dovesse essere compromessa, Foschi ha replicato che «Costa sta facendo fronte a molti impegni economici e affronterà anche questo». Al termine dell’incontro, il sindaco Ortelli ha espresso «piena fiducia in Costa Crociere. Così come stiamo facendo con al struttura commissariale ci interfacceremo anche con Costa perchè i cittadini abbiano tutte le informazioni di cui sentono il bisogno».
In vista dell'incontro, il sindaco Ortelli aveva spiegato che la rimozione partirà solo in autunno. Precisando poi che "Fino ad allora – chiarisce Ortelli – occorre che sia garantita la messa in sicurezza della nave, con il suo carico di potenziale inquinamento, ma anche con il suo carico di dolore".
Ad acuire l'urgenza di effettuare lo svuotamento del carburante sono anche le parole dell'ex presidente del Parco dell'Arcipelago: «La carcassa della Concordia – ha dichiarato Mario Tozzi a margine di un convegno – è un pericolo molto grave. Un centimetro cubo di quelcarburante, l'Ifo380, può uccidere la vita in un metro cubo d'acqua. E lì dentro ce ne sono 2.700 tonnellate.Se quel carburante esce, muore l'isola del Giglio. E' necessario fare presto e bene hafatto la protezione civile avocare a sè le operazioni ed essere presenza fissa sull'Isola. Questo è fondamentale».
Nel frattempo, si guarda con apprensione al meteo, Anche ieri il pontone Meloria su cui operano i tecnici della compagnia Smit non ha potuto riprendere le attività di flangiatura. Se si confermerà il miglioramento previsto, oggi si ricomincerà a lavorare, in attesa di un nuovo brusco peggioramento delle condizioni del mare previsto per i prossimi giorni.
Non preoccupa, per il momento, la stabilità del relitto: «I 60 centimetri in 26 giorni – ha voluto precisare Gabrielli - non sono di scivolamento, ma sono movimenti fisiologici della struttura, soprattutto nella parte di prua». Anche in tema di inquinamento, le rilevazioni dell'Arpat sono tranquillizzanti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

