Il Tirreno

Estate 2024

Turismo a Piombino, soggiorni per periodi più brevi: «Ora la città soffre più di altri»

di Sara Chiarei

	Uno scorcio del porticciolo di Marina visto da piazza Bovio a Piombino
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Uno scorcio del porticciolo di Marina visto da piazza Bovio a Piombino

Le voci degli operatori di strutture ricettive della zona: «Questa estate non sta andando bene, sono gli italiani che viaggiano meno»

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PIOMBINO. Il termometro dell’estate 2024 si è rivelato finora piuttosto tiepido. E non certo per le temperature registrate, al contrario assai elevate, quanto dal punto di vista turistico. Gli imprenditori del settore, dagli albergatori agli affittacamere e b&b, concordano sul fatto che finora ci siano state meno presenze dello scorso anno. La causa? In parte viene imputata al meteo davvero poco appetibile fino alla metà di luglio, ma anche alla minore disponibilità economica delle famiglie che quest’anno pare abbiano optato, senza calcolare chi ha scelto di rimanere a casa, per vacanze più brevi.

Andrea Lucchesi è stato uno dei primi a credere nel settore b&b a Piombino, aprendo il suo “Prima dell’Elba” nel 2015. Oggi gestisce 30 appartamenti per un totale di 140 posti letto con l’intenzione di espandersi dal prossimo anno anche su Baratti, Costa Est e Riotorto, uscendo dal centro storico. «Questa estate non sta andando bene – dice Lucchesi – perché a livello nazionale sono previsti cali notevoli sulle presenze turistiche, in particolare sono i nostri connazionali a viaggiare meno. Rispetto allo scorso anno ho avuto un calo di fatturato del 20 per cento perché ho dovuto calare le tariffe per venire incontro ai portafogli dei vacanzieri, in questo modo sono riuscito a riempire tutti gli appartamenti». Come viene percepita Piombino dall’esterno? «Il problema – prosegue – è che Piombino continua a non essere considerata come una meta turistica e quando i flussi subiscono delle contrazioni come sta accadendo in questo periodo, sopravvivono quelle destinazioni che hanno lavorato per essere attrattive, vedi Peccioli».

Stando ai vari gestori, la ricetta per aumentare l’appeal del territorio passerebbe da una maggiore promozione delle sue molteplici potenzialità. «Occorrerebbe una figura che lavori non tanto sul marketing turistico quanto come destination manager – sottolinea Lucchesi – ovvero un professionista in grado di valorizzare e promuovere il territorio».

Luca Sozzi pur lavorando in fabbrica ha deciso di diversificare in piena pandemia aprendo nel 2020 il suo “Piombino 1428” che consta di tre camere più un appartamento. E anche lui ha notato una leggera diminuzione di presenze. «Sto lavorando – spiega – tuttavia, fatta eccezione per le settimane centrali di agosto, ho mandato indietro meno persone rispetto agli anni passati. Personalmente, in controtendenza con quanto accaduto finora, ho avuto molti ospiti italiani ma è evidente che in generale il potere di acquisto è diminuito mentre è parallelamente aumentata l’offerta in questo settore. Sono comunque al corrente – sottolinea – che altri colleghi della zona quest’anno hanno faticato ad affittare il proprio appartamento». Quanto ai prossimi mesi prevale l’incertezza dettata dal last minute. «Purtroppo siamo conosciuti principalmente per il nostro mare – conclude Sozzi – , infatti molti mi chiedono cos’altro possa esserci da visitare nei dintorni restandone poi piacevolmente sorpresi».

Il Residence Marina di Salivoli conta 50 appartamenti e il suo direttore Paolo Corzani concorda nell’evidenziare che quella in corso sia un’estate sottotono rispetto alle precedenti. «Pur non lamentandoci del lavoro che stiamo facendo – afferma – siamo stati costretti a intervenire sul minimo dei soggiorni che è possibile fare presso la nostra struttura. Attualmente la media è di 3-4 pernottamenti mentre prima riuscivamo a fare l’intera settimana. E come da tradizione gli italiani si confermano più numerosi ad agosto quando canonicamente si fermano molte attività». Per intercettare un maggior numero di turisti stranieri il residence Marina di Salivoli ha provato ad allargare il tiro traducendo il proprio sito internet in polacco. «Direi che ha funzionato – sostiene Corzani – visto che a giugno e luglio i polacchi e in generale utenti provenienti dall’Est Europa hanno quasi sostituito i tedeschi. In pratica, siamo riusciti ad ampliare la nostra clientela sopperendo almeno in parte alla flessione di presenze».  

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