Il Tirreno

L’operazione

Carrara, blitz dei carabinieri alla Doganella: alloggi sgomberati e un arresto

di Giovanna Mezzana

	Alcuni momenti del blitz, tra cui l'arresto (in alto a dx)
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Alcuni momenti del blitz, tra cui l'arresto (in alto a dx)

Dopo l’azione delle forze dell’ordine, quattro appartamenti e una cantina dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp) sono liberi da occupanti abusivi e da cumuli di sporcizia

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CARRARA. Mancano pochi minuti alle sette della mattina, sul viale XX Settembre compaiono auto-gazzella dei carabinieri: vanno in direzione Marina. Rallentano all’altezza della Doganella. Si fermano. Senza colpo ferire, i militari dell’Arma irrompono in un palazzone che dà su un cortile interno rispetto al viale. Alle 8,20 è tutto finito. Risultato: sono liberi da occupanti abusivi e da cumuli di sporcizia quattro appartamenti e una cantina dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp); è costretto ad andare via chi stava dentro senza titolo, sono in tre e rischiano una denuncia; via anche una montagna di ciarpame, prelevato da operai di una ditta contattata ad hoc. Non finisce qui: viene fatto salire su una volante in direzione caserma, poi sarà arrestato, un giovane: è tra i più operosi spacciatori di droga della Doganella, dice di lui chi abita nell’edificio e nei condomìni vicini. Ringraziano i carabinieri gli assegnatari di alloggi popolari e i residenti che negli anni, qui, sono riusciti a riscattare un appartamento. «È stata fatta un po’ di pulizia. Finalmente».

Cosa c’è dietro

È l’effetto di un mix l’incursione dei carabinieri fatta ieri sotto la guida del tenente colonnello Roberto Ghiorzi, comandante della Compagnia di Carrara. Ci sono almeno due esposti - anonimi, emergerebbe - presentati all’Erp da famiglie che non possono tollerare oltre notti insonni per urla e imprecazioni, risse con coltelli e taglierini, lo spaccio di droga sotto casa «a tutte le ore». E c’è l’impennata dell’attenzione dei carabinieri sulla Doganella dopo l’arresto, una quindicina di giorni fa, di un uomo siriano di 62 anni; è in carcere, e se si conferma il quadro emerso quando è stato fermato dai carabinieri, dovrà rispondere del reato di tentato omicidio: ha accoltellato alla gola un giovane marocchino di 32 anni; tra loro, emerge, c’erano questioni di droga in sospeso.

I tre "ospiti" abusivi

E così si arriva al blitz nel palazzone che corrisponde al civico 247/B di viale XX Settembre; dà su un cortile interno l’edificio, al quale si accede dal marciapiede del viale-lato Sarzana, passando attraverso un varco di entrata e scendendo qualche scalino: è proprio qui che è iniziata l’aggressione di due settimane fa in cui si è rischiato l’omicidio. Nell’edificio, l’Erp ha cinque appartamenti: uno in ristrutturazione, quattro occupati abusivamente. Sono da poco passate le sette quando i carabinieri accompagnano fuori un uomo, il primo che vive lì senza averne il diritto. Poi, ecco una coppia, lei è italiana, lui di nazionalità straniera: quest’ultimo è il giovane che ha rischiato di morire dissanguato quando il 62enne l’ha colpito alla gola. Devono andare via.

Giri di droga

Poi, ecco un altro giovane che, scortato dai militari, scende dalle scale del grande condominio, abitato sia da residenti-proprietari di unità immobiliari che da assegnatari di alloggi Erp ed è in ristrutturazione. Di nazionalità marocchina, avrebbe 25 anni, qui lo conoscono tutti; all’origine, quando giunse in Italia, chiese asilo politico, la sua posizione è regolare, tant’è che l’alloggio che occupa gli è stato assegnato, non l’ha occupato arbitrariamente. L’incursione dei militari adesso, è sotto gli occhi di mezza Doganella: ci sono le madri che attraversano quel cortile con i figli per accompagnarli a scuola, dai balconi si affacciano gli anziani, c’è chi sta davanti al portone di casa e vorrebbe sapere di più sull’operazione. Si viene a sapere che nell’appartamento del giovane 25enne sarebbe stato trovato denaro in contante che presumibilmente arriva dal business "dello spaccio", un bilancino per pesare le sostane stupefacenti, e poi hashish e cocaina.

Il quadro

Quello di due settimane fa alla Doganella è stato uno degli episodi che racconta la giornata della gente per bene scandita dal via-vai dello spaccio di droga, dagli alterchi e dalle botte tra chi si fronteggia. L’arrivo dei carabinieri è stato accolto con grande favore: e giunge dopo la richiesta inviata dalla sindaca Serena Arrighi al prefetto Gaetani Cupello di avere in città «più presenza dello Stato». 

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