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Massa, nuovo bar in piazza Aranci: la sfida di due fratelli – La data di apertura, il progetto e le novità

di Sara Venchiarutti

	Il fondo in piazza Aranci dove sorgerà il nuovo bar 
Il fondo in piazza Aranci dove sorgerà il nuovo bar 

Dove prima c’era il Bio Lino Caffè, arriverà il “Cauforo”: a gestirlo saranno i due fratelli Julian e Marsida Kasa, entrambi di Aulla: «Vogliamo creare un nuovo punto di incontro»

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MASSA. Il nome scelto per il locale viene dal latino e significa - letteralmente - bar in piazza. "Caupona in foro". Ecco spiegato "Cauforo". Così hanno chiamato il nuovo bar che a breve - l’obiettivo è fine settembre - aprirà in pieno centro città, in piazza Aranci, all’angolo con via Alighieri.

Il nuovo corso

Lì prima c’era Bio Lino Caffè; poi il fondo vuoto, con il vetro senza insegne e la visuale dell’interno coperta da una carta. Infine, la decisione di due fratelli che abitano ad Aulla, Julian e Marsida Kasa, 41 anni: rilevare quello spazio e aprirci un bar per offrire un nuovo punto di aggregazione ai cittadini. Non solo: sarà una specie di "enclave" lunigianese, con tutte le specialità. «Noi - spiega Marsida Kasa - abitiamo ad Aulla e vogliamo portare un po’ di quelle zone a Massa». Pronti quindi per i testaroli, il tris di bolliti. E non vogliamo aggiungere i panigacci? Senza dimenticare i vini, è ovvio. «L’idea - spiega Kasa - è offrire dei pranzi veloci, dai primi caldi alle insalate». Il locale, però, sarà già aperto da un po’: spalancherà le sue porte la mattina con il servizio di caffetteria e colazione. «Staremo aperti tutto il giorno, fino - spiega Kasa - agli aperitivi con i vari cocktail. Ci piacerebbe organizzare delle serate, anche con la musica; quel punto si presta bene, anche grazie all’offerta della piazza». Poi certo, «ci adatteremo a quello che richiede il cliente, però l’idea - prosegue Kasa - è sfruttare la cucina, che è piuttosto grande, insieme ai posti a sedere».

Proseguono i lavori 

Ora sono in pieno fermento i lavori in vista dell’apertura. «La parte burocratica - ammette Kasa - ci ha già rallentato da subito, però ce l’abbiamo fatta e stiamo andando avanti. Un po’ di ansia c’è», ammette Kasa. È vero, i fondi vuoti in centro, come in tante altre città, ci sono. «Ma noi - assicura - partiamo con ottimismo. Vogliamo creare un nuovo punto di incontro. D’altronde - sottolinea Kasa - è a questo che servono i caffè». Lei ha sempre lavorato nel settore di bar e caffetteria. «E mi piace», dice. Il fratello, invece, è falegname. Entrambi, per il futuro del locale, hanno scelto di valorizzarne il passato. A partire dal nome che, "brandizzato", diventa "Cauforo". «Nell’antichità caupona indicava proprio il bar, mentre la taberna era il luogo in cui si mangiava e si beveva. Quello - dice Kasa - è un bar storico, quindi volevamo restare in linea».

Come sarà il locale

Questa scelta non coinvolge solo il nome, ma anche l’arredamento e lo "spirito" del posto. «Nell’insegna - rileva - metteremo qualche ramo di arancio, e anche negli interni. Abbiamo voluto dare un’impronta storica, valorizzare il passato del luogo con le figure e con il colore». Così anche l’interno, come l’insegna, riprenderà la piazza su cui si affaccia: ci saranno decorazioni a foliage con le arance e a predominare ecco l’arancione e il verde. E come ogni nuova apertura che si rispetti, è in corso la ricerca del personale. «Per iniziare - spiega Kasa - abbiamo pensato a cinque - sette persone». In realtà «ci sono già arrivati tanti curricula. Non abbiamo avuto difficoltà a reperire il personale. Cercavamo figure che avessero anche un minimo di esperienza nel settore della caffetteria, della ristorazione e nella preparazione dei cocktail».Si sono presentati tanti ragazzi giovani, sulla trentina. «Molti avevano appena finito la stagione sul litorale e così - conclude Kasa - potevano lavorare anche durante l’anno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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