Il Tirreno

Estate in montagna

A Campocecina riapre il rifugio Cai: il pranzo inaugurale è già tutto esaurito

di Giovanna Mezzana
Francesca Pasquali e Maurizio Gatti
Francesca Pasquali e Maurizio Gatti

I nuovi gestori si sono insediati, arrivano da Marciaso e sono ottimisti. Ci si può mangiare e dormire, intanto sulla strada resta il divieto di transito a moto e ciclomotori

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CARRARA. Si sente fortunato chi è riuscito a prenotare un tavolo per il pranzo domenicale di domani, 21 giugno, al Rifugio Cai di Campocecina. Siamo al tutto esaurito per il primo giorno di apertura ufficiale dello chalet che domina la valle di Carrara, che lambisce i “Prati” e si lascia abbracciare dal bosco. Si sono insediati i nuovi gestori, a cui il Cai ha affidato il punto ristoro.

Dopo la chiusura “forzata” da novembre, quando la struttura rimase senza guida, ci sono tutte le premesse per un nuovo corso, che si apre sotto i migliori auspici: sia per la confermata affezione dei carraresi – tutti pazzi per il primo pranzo – sia per i lavori di restauro che sono stati portati a termine nei mesi precedenti, al piano terra, grazie anche al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.

Chi sono

Gli escursionisti saranno accolti da Maurizio Gatti, Francesca Pasquali e dal figlio Filippo. Arrivano da Marciaso,dove Maurizio faceva il boscaiolo e Francesca l’aiuto-cuoca in un ristorante. Un mix perfetto, conoscitore del bosco lui, esperta ai fornelli (in montagna occorre ristorarsi) lei. «Il rifugio non è mai stato così tirato a lucido – commenta Lucia Geloni, presidente del Cai Carrara – Siamo ottimisti». Sono gestori un po’ eroici la coppia, tant’è che i candidati al bando Cai, aspiranti a farsi carico della struttura, non sono stati moltissimi. Hanno vinto loro. Si parte. Nei giorni scorsi hanno fatto qualche prova generale, domani è il D-Day.

Più attraente

Al Rifugio Cai di Campocecina non occorre pubblicità, certo è che i potenziali ospiti – ci si può mangiare ma anche dormire – avranno un motivo in più per fare tappa allo chalet sapendo che è stato sottoposto a un restyling «impegnativo»: così lo definisce il Cai. Adesso nella sala da pranzo c’è il climatizzatore, si mangia al fresco e nuova è la porta di ingresso; nuovo-fiammante è il piano bar e qui sono stati cambiati anche gli arredi; la cucina, poi, è stata rinfrescata.

Vademecum

Da ora in avanti sarà sempre aperto, per tutta l’estate, anche se il consiglio è: chiamate per prenotare (340 8934472). Si può anche pernottare al Rifugio “Carrara” (così si chiama): occorre tenere presente che è qualcosa di simile a un ostello, non è un albergo, nelle camere ci sono diversi letti e il bagno è condiviso.

Il menu

Non resta che dare una sbirciatina al menu, quello per il pranzo inaugurale di domani – che senza dubbio darà un assaggio della cucina della Casa – prevede che si possa scegliere tra lasagne al forno al ragù e tagliatelle fatte a mano al pesto, pollo arrosto con patate o torte di verdura, e per finire c’è il dolce della casa. I piatti sono accattivanti ma la location è un unicum. E – soprattutto – è un Luogo del Cuore per i carraresi: chi non ha un ricordo d’infanzia o di adolescenza che arrivi da qui?

Per arrivare lassù

C’è solo un piccolo neo. La strada per Campocecina è offlimit a ciclisti e motociclisti: lo è da cinque anni. Parliamo del tratto dal bivio della Spolverina, sulla Strada statale 446, tra Castelpoggio e Fosdinovo: è stato chiuso con un’ordinanza della polizia Locale nel luglio 2020. Questione di sicurezza. Poi sono stati fatti i lavori ma il divieto per le due ruote è rimasto. «Noi speriamo che venga tolto (mesi fa era giunto l’appello di Confartigianato, ndr) – interviene la presidente Cai Geloni – Solleciteremo l’Amministrazione comunale; ci sono dei punti della strada in cui occorre fare attenzione ma sarebbe meglio che quel divieto non ci fosse», anche perché c’è chi va ad esso in barba, come si suole dire. In generale è bene non schiacciare troppo sull’acceleratore dalla Maestà e fino a poco dopo la Gabellaccia: la strada è assolutamente percorribile – dicono gli habituè di Campocecina – ma c’è qualche fastidiosa buca “residua” nell’asfalto. 

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