Il Tirreno

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In cento cavalcano l’onda: fra le Gorette e Andalù è il regno dei surfisti

Michele Falorni
In cento cavalcano l’onda: fra le Gorette e Andalù è il regno dei surfisti

Sportivi di tutte le età, dai 15 ai 60 anni, si danno appuntamento lungo le spiagge di Cecina per sfidare la forza della natura

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CECINA. Si ispirano a “Un mercoledì da leoni”, il film americano del 1978 che raccontò al mondo come un gruppo di giovani californiani si innamorò del surf, e appena sentono il vento giusto arrivano in spiaggia accompagnati dalle tavole con e senza vela. Sono ragazzi di quindici anni e uomini di sessanta che condividono la passione per il mare e, incrociandone le onde, ne respirano il senso di libertà che solo gli sport all’aria aperta riescono a trasmettere. Tra riccioli di spuma e piccole acrobazie, proseguono l’eterna sfida alla natura.

I palcoscenici, questa volta, sono la baia di Andalù a Marina e lo specchio d’acqua davanti ai bagni Spot1 alle Gorette. Vedere adolescenti, tra cui uno sbarcato da New York, avvicinarsi al bagnasciuga scortati da amici più grandi e signori di mezza età è quasi strano. Cercano il punto giusto per entrare e condividere lo stesso obiettivo: divertirsi. Alcuni di loro, in passato, sono volati alle isole Hawaii, per scoprire l’oceano Pacifico e stringere la mano al re delle specialità: Robby Naish, più volte campione del mondo e mito per più di una generazione. Emozioni ed evoluzioni allo stato puro, che ognuno dei protagonisti di questa storia, più o meno esperto, interpreta a modo suo, affidandosi alla tecnica individuale, all’esperienza e a qualche intuizione che lo aiuti a distinguersi.

Elia Rossetti è l’istruttore federale di surf, windsurf e Sup, la tavola su cui si naviga remando in piedi, che li segue e li aiuta. E’ titolare dello stabilimento balneare Spot1 e insieme al suo collaboratore Gianni Como organizza i corsi. «Da Andalù – spiega – ci sono le onde perché il vento è forte, mentre alle Gorette il mare è più calmo. Il numero degli appassionati cresce di anno in anno dai primi anni 90, quando alcuni miei amici, frequentando le scuole superiori a Livorno, importarono la moda e lo stile».

Il resto è venuto da sé, perché i praticanti di tutte le età, circa cento, si sono avvicinati e hanno scoperto il piacere di navigare sospinti dal maestrale. «La zona più bella – prosegue Rossetti – è però al Lillatro, perché esposta alle mareggiate e per via del fondale roccioso che garantisce onde di qualità superiore. Noi, con i principianti soprattutto, scegliamo i luoghi più adatti di volta in volta. Certo, ci sono anche le donne, ma non sono numerose. Sono una decina. Perché consiglio questi sport? E’ semplice: siamo all’aria aperta e a contatto con la natura. Inoltre, rispettando le regole, si conoscono meglio l’ecosistema e i venti, le spiagge e le condizioni meteo. Ogni stagione ha le sue particolarità, ma noi ci alleniamo pure d’inverno sui fiumi, senza fermarci mai. A spingerci è la passione».

Domenica scorsa, da Andalù, tavole con e senza vela hanno preso il largo sotto lo sguardo attento della gente seduta sugli scogli e di decine di telefonini pronti a girare video brevi e scattare foto. Lo spettacolo di salti, virate e bordi a velocità sostenuta è durato due ore. Poi tutti a casa, in attesa di incontrarsi ancora e di sfidare la potenza delle onde.

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di Redazione web