La manifestazione
Nudi in spiaggia, maxi multe cancellate dal giudice di pace
Risale a luglio 2017 il blitz della polizia municipale in zona Fossa Camilla, tra Bibbona e Castagneto Carducci. L’associazione Anita: «Serve una legge in materia, una volta per tutte»
bibbona. Le motivazioni sono attese a giorni. Ma il risultato è certo. Il giudice di pace di Cecina il 10 gennaio ha accolto il ricorso presentato da due nudisti a cui veniva contestata la multa di 3.333 euro ciascuno per “atti contrari alla pubblica decenza”. L’estate 2017 si trovavano sulla spiaggia tra Marina di Bibbona e Castagneto, nella zona della Fossa Camilla, quando vennero pizzicati senza costume dagli agenti della municipale di Castagneto. Ne nacque un caso a livello nazionale. Con l’associazione nudisti italiani Anita schierata al fianco delle persone multate. . «Siamo in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, ma le sanzioni sono state tolte», conferma il presidente di Anita Giampietro Tentori. «È una vittoria del movimento naturista, che scrive un’altra pagina della sua storia. Una storia che stiamo costruendo insieme con un cammino che è fatto di partecipazione, condivisione e sostegno». Che aggiunge: «Appena avremo preso conoscenza delle motivazioni saranno utili a sostenere la nostra campagna per sollecitare il parlamento a legiferare in materia facendo chiarezza una volta per tutte».
Nel blitz della Polizia municipale furono cinque le persone multate, ma di tre l’associazione ha da subito perso le tracce. «Le altre tre non sappiamo neppure chi siano – afferma Tentori –. Non ci hanno interpellato». A sfilare nell’aula del giudice di pace in via Landi la difesa dei due nudisti aveva presentato una lista di 15 persone, disponibili a testimoniare che in quel tratto di litorale la pratica del naturismo si è consolidata nel tempo. Una consuetudine, sebbene non sia autorizzata, al contrario di quanto avviene poco più a sud, sul litorale di San Vincenzo dove l’amministrazione da alcuni anni ha riservato un tratto di spiaggia a chi pratica il nudismo. Inoltre, citati come teste sono stati anche la sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini e il collega di Bibbona Massimo Fedeli, poiché da tempo l’associazione Anita ai due si è rivolta per chiedere l’autorizzazione ad aprire una spiaggia per naturisti. Tanto che è stato perfino fatto un sopralluogo.
A seguito di quell’episodio Anita aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione a favore del naturismo. Ed ha istituito un fondo di solidarietà per coloro che vogliono presentare ricorso in caso di multa, opponendosi alla sanzione attraverso il ricorso al prefetto o al giudice di pace. «Il nostro obiettivo – ha chiarito presidente Tentori – è di ottenere nuovi argomenti a sostegno della nostra richiesta di depenalizzare la pratica del naturismo». Il presidente Anita cita la sentenza della Corte di Cassazione (n. 3557 del 2000), che ha affermato che il naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. E già in occasione del dibattimento aveva preannunciato che «se già in primo grado l’esito sarà favorevole con la sentenza in mano chiederemo un nuovo incontro ai due sindaci di Castagneto e Bibbona, perché a quel punto la strada per chiedere di autorizzare la pratica in quel tratto di spiaggia sarà in discesa». —
Manolo Morandini
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