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Abuso di alcol, in sei in una notte al pronto soccorso a Livorno. Il primario: «Attenzione alle "abbuffate alcoliche"»

di Claudia Guarino

	Un'ambulanza all'ingresso del pronto soccorso di Livorno e il primario, Luca Dallatomasina 
Un'ambulanza all'ingresso del pronto soccorso di Livorno e il primario, Luca Dallatomasina 

Tra loro anche un minorenne. Il punto del dottor Luca Dallatomasina: «Nei giovani fino al 30% degli incidenti stradali è connesso al consumo di drink»

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LIVORNO. Sei. Ecco quante persone (tra cui un minorenne) sono state trasportate al pronto soccorso in una sola notte dopo aver abusato di sostanze alcoliche. Una circostanza del genere, fortunatamente, non si verifica con regolarità, ma capita. E quando succede avviene prevalentemente nel corso del fine settimana. «Oltre ai danni epatici – spiega il primario del pronto soccorso di Livorno Luca Dallatomasina – riscontriamo che, nei giovani, il 30% degli incidenti è collegato al consumo di sostanze alcoliche». Ma andiamo con ordine.

Il caso

Negli ultimi giorni gli ingressi al pronto soccorso per abuso di alcol hanno registrato il picco di sei accessi in una sola notte. Si tratta di un minorenne e di altri cinque giovani, tutti maggiorenni, che sono stati trasportati nella struttura sanitaria di via Gramsci dalle ambulanze della città dopo aver ricevuto chiamate dalla centrale operativa del 118 legate a casi di svenimento o malore dovuti, appunto, all’eccessivo abuso di drink contenenti qualche tipologia di alcol.

I valori

Non si può parlare di coma etilico, cioè di uno stato di intossicazione caratterizzato dalla presenza nel sangue di un tasso alcolemico intorno ai 3,5 grammi per litro che può causare anche incoscienza e problemi respiratori. Ma comunque i pazienti erano in una situazione tale da richiedere l’intervento dell’ambulanza e trasporto al pronto soccorso. All’ospedale di Livorno, del resto, anche in passato sono stati presi in carico giovanissimi intossicati dall’alcol. Ed è capitato anche di vedere ragazzini con 250 di alcolemia, ovvero 2, 5 grammi per litro. Teniamo presente che a 0, 5 c’è la sospensione della patente. Mentre per avere un coma etilico, come detto, servono valori molto alti di alcolemia, intorno ai 300/350. «Consideriamo – ha detto Dallatomasina – che una birra piccola dà il valore di 20 e un ragazzino arriva a 50 con una birra media e un paio di bicchieri di vino, perciò per arrivare a 250 almeno due o tre cocktail con superalcolici li hanno bevuti».

Le conseguenze

Chi beve fino a star male tendenzialmente fa uso di superalcolici, spesso vodka. Meno seguita da chi insegue lo sballo facile, invece, la via del vino e della birra. Quando si arriva al pronto soccorso vengono somministrate terapie di supporto, sia respiratorie sia fornendo liquidi e le persone vengono messe in posizione di sicurezza. Non c’è altro da fare. Bisogna aspettare che il paziente si riprenda. E il tempo necessario varia da caso a caso, dipende dal grado di intossicazione alcolica. E oltre all’intossicazione in sé c’è da considerare il contesto: l’alcol, infatti, aumenta l’aggressività, oltre a rallentare i riflessi e, come ha spiegato il dottor Luca Dallatomasina, a incrementare il rischio di incidenti stradali.

La tendenza

E tutto ciò è dannoso. «Oltre ai danni epatici e al rischio dipendenza – sottolinea il primario del pronto soccorso di Livorno – l’alcol è neurotossico e interferisce con lo sviluppo cerebrale». Poi ci sono le conseguenze collaterali, come appunto gli incidenti stradali. La tendenza è quella dei picchi di “abbuffate alcoliche”. «Si tratta prevalentemente di ragazzi che bevono molto durante il fine settimana».

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