Ufficiale
«Gli alberi rovinano i negozi»: i commercianti chiedono i danni al Comune – Il caso a Cecina
Gli esercenti costretti a rifare tende e coperture. Satoma e Bar Roma: «Sono almeno due anni che le piante non vengono tagliate: la resina sporca tutto»
CECINA. Il verde pubblico è senz’altro un bene da tutelare, ma in centro poche piante di leccio irritano i commercianti. Il problema è questo: in piazza della Libertà, nel tratto tra il negozio Satoma e l’incrocio con il cinema Moderno, sei arbusti non vengono potati da circa due anni.
Una mancata manutenzione che ha creato disagi ai negozi che hanno dovuto rifare le tende e le coperture dei gazebi. Inutile anche la richiesta danni presentata al Comune: nessuno è venuto a potare le piante.
Lo stesso avviene sul lato opposto, sul rettifilo all’incrocio tra viale Marconi e vicolo Sant’Anna, ovvero da Tezenis in giù, dove nelle chiome di altri sei lecci la gente sbatte spesso la testa quando cammina.
La questione, premesso che il centro è il biglietto da visita della città, è già conosciuta in Comune e non è difficile spiegare perché. Giovanni Rindi (Satoma) e Francesca Tanagli (Bar Roma) sono titolari di due attività storiche cecinesi, una accanto all’altra. Combattono entrambe e da tempo con lo stesso guaio, ad oggi non ancora risolto: lo sfregamento e la resina che i rami rilasciano sporca e distrugge le tende dei negozi. In entrambe le situazioni non è soltanto una seccatura, ma una spesa in più che ad esempio Satoma ha già affrontato. Basta passeggiare sul marciapiede per rendersene conto, alzando lo sguardo e vedendo che tra macchie e frasche troppo estese serve un rimedio alla svelta.
In verità, bastano altri due passi per accorgersi che interessano pure i terrazzi. Però, al momento, nessuno da Palazzo civico si è mosso, sebbene alle comprensibili lamentele siano seguite lettere ufficiali corredate dalle fotografie.
«Sono almeno due anni – spiegano Rindi e Tanagli – che le piante non vengono potate. Eppure, rispettando la procedura, abbiamo informato da un mese e forse più l’amministrazione spiegando in dettaglio le questioni. Purtroppo, lo sottolineiamo, il quadro non è ancora cambiato e qui nessuno si è visto. Gli alberi sono nelle stesse condizioni di prima e i danni che provocano sono visibili a tutti. Invitiamo chi passa a guardare e a capirci».
Rindi ha inoltrato anche la richiesta danni al Comune, allegando la documentazione necessaria in cui si dettagliano casi e costi. Tanagli, per rimanere al capitolo delle spese impreviste, ha dovuto acquistare nuove coperture perché il telo che copre il suo gazebo bianco e nero si è bucato e dentro c’è piovuto. Basta per capire come mai i giorni passano e l’impazienza cresce.
Impensabile, senza soffermarsi sulle differenze tra le stagioni più o meno piovose, coesistere a lungo con uno scenario del genere. Attraversando poi la piazza, dove si trovano la fontana con la statua e la pensilina dei pullman, i problemi sono gli stessi.
Gli arbusti, lungo l’Aurelia tra il negozio Tezenis e vicolo Sant’Anna, dove si trova il centro Tim, sono ancora sei.
Alcuni di questi – per limitare lo sguardo solo a quel tratto, perché proseguendo verso sud la situazione non muta – hanno i rami estesi e bassi, tanto che le persone a passeggio in qualche caso ci sbattono la testa. Oppure devono abbassarsi per evitarli.
«Ma non dovrebbero conclude Rindi – stare sopra i due metri e venti centimetri circa come previsto dal regolamento comunale?» Comunque sia, con tutto il rispetto per il verde pubblico, il caso è aperto, discusso e discutibile.
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