Elezioni a Viareggio, saltato l’accordo Maineri-Marcucci per il ballottaggio: i motivi della "rottura"
L’annuncio arrivato dalla stessa Marcucci dopo un lungo incontro con i membri della sua coalizione: cruciale il no all’apparentamento tra le liste. La candidata dem: «Parleremo agli elettori»
VIAREGGIO. La nota è lapidaria, e arriva quando manca una manciata di minuti alle 20. «Nessuna indicazione di voto per la mia coalizione». Marialina Marcucci mette così la pietra tombale alla possibilità di un accordo con Federica Maineri. Chiudendo a un dialogo che pure, nelle ore precedenti al comunicato, in qualche modo era stato avviato ma che vedeva la candidata del centrosinistra e l’ex presidente del Carnevale su posizioni lontane relativamente a come formulare l’alleanza: Marcucci avrebbe voluto un apparentamento totale con la sua coalizione, una prospettiva però che non è risultata accettabile per il centrosinistra (che, numeri alla mano, si sarebbe trovato con solo 8 seggi su 15 in un’eventuale maggioranza).
«L’unico possibile accordo sarebbe stato un apparentamento che avrebbe dato dignità alla coalizione e garanzie ai tanti cittadini che ci hanno votato di essere rappresentati in consiglio comunale – ribadisce l’ex presidente della Fondazione Carnevale – accordi politici di altro genere, che ci sono stati proposti, e che prevedono posti e prebende, non sono un’opzione che possiamo o vogliamo prendere in considerazione. Sono stati giorni di riflessione e di incontri con la mia coalizione – conclude Marcucci, che ha anche ringraziato la sua squadra e i 142 candidati della coalizione – ho sempre detto che avrei lasciato liberi i cittadini di scegliere come votare anche al ballottaggio e resto coerente con quanto ho sempre detto: nessun accordo».
Lo scenario ora si complica per Federica Maineri, chiamata a uno sforzo in più nel tentativo di recuperare il divario manifestatosi al primo turno rispetto a Sara Grilli (circa 4 punti percentuali, poco più di 1.100 voti) e convincere gli elettori che al primo turno hanno votato Marcucci a scegliere la propria coalizione per costituire un argine alla conferma della linea delghingariana (stavolta appoggiata anche dal centrodestra) al governo della città per altri cinque anni. Certo, restano sul piatto le liste che componevano il progetto “Viareggio mon amour”, a partire dalla stessa lista della candidata (che è risultata la più votata in assoluto al primo turno) che, di certo, difficilmente potrebbe apparentarsi con la coalizione di Sara Grilli. Ma anche la lista di Luigi Troiso, deciso a entrare in maggioranza e che a più riprese nei giorni scorsi si è dimostrato aperto a un apparentamento. Anche se, da quanto emerge dalle indiscrezioni arrivate in serata dopo la riunione della coalizione marcucciana, tutte le liste avrebbero sposato l’idea di restare neutrali e non dare indicazioni di voto ai propri elettori.
«Noi continueremo, come abbiamo sempre fatto, a parlare con gli elettori – è la reazione a caldo di Federica Maineri, raggiunta telefonicamente dal Tirreno – sin dal primo giorno abbiamo detto che la nostra amministrazione avrà un metodo molto chiaro e diverso dall'attuale, fondato su dialogo, ascolto, responsabilità e trasparenza. Proprio per questo la nostra coalizione si sta muovendo esattamente come in ogni giorno della campagna elettorale: parlando con tutti i cittadini e le cittadine di Viareggio, andando in giro per la nostra città per raccontare il nostro programma e la nostra visione di Viareggio. E le risposte della cittadinanza sono, devo dire, molto positive». Il dialogo con le altre forze di sinistra e centrosinistra non si è comunque fermato da parte della candidata dem. Forze con cui «abbiamo già molto in comune. Ad esempio, in tempi non sospetti ho riconosciuto a Marialina Marcucci la mia stessa voglia di aprire la città al dialogo – spiega Maineri – se penso alla cultura, agli spazi che già esistono come la Gamc, il teatro Eden, lo Jenco, il teatro all'aperto di Torre del Lago e a quelli che vanno recuperati, a partire dal Politeama, penso che la sua idea di costruire un soggetto che li metta in rete sia ottima. Sul Pucciniano e sul giudizio negativo che ne ha espresso, siamo sulla stessa linea. E ancora, lei parla di sociale e di introdurre meccanismi progressivi nell'addizionale Irpef, cosa che, avendo io e il centrosinistra fatto della dignità delle persone la pietra angolare del nostro programma, ci accomuna. Nell'ambito di un’intesa programmatica seria ci saranno tutte le condizioni perché le proposte di centrosinistra abbiano spazi di rappresentanza, anche istituzionale. Abbiamo l'opportunità di proporre alla città un governo della cosa pubblica che sia aperto al coinvolgimento di viareggini e torrelaghesi – dichiara la candidata dem – che liberi Viareggio e Torre del Lago Puccini dell'isolamento in cui è stato costretto in questi anni. E non dobbiamo perdere questa occasione».
Cruciale è stato però il diniego all’ipotesi di un apparentamento, a cui però Maineri – al di là dei numeri in un’ipotetica maggioranza che non avrebbero garantito al centrosinistra un’autonomia amministrativa legandolo a doppio filo ai voti dei consiglieri della coalizione marcucciana – fornisce una spiegazione. «Non cambieremo volto alla nostra proposta. Il centrosinistra, con un percorso partecipato e lungo, ha costruito in questi mesi una proposta condivisa e una classe dirigente credibile, garanzia di una stabile e buona amministrazione. Insieme avremmo però potuto costruire un accordo serio e condiviso sulla visione e sull'amministrazione della nostra città».
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