Beppe Grillo porta il Movimento 5 Stelle in tribunale: cosa c’è al centro della battaglia legale
Una mossa che arriva dopo un lungo periodo di distanza dalla guida politica e che apre un nuovo fronte nei rapporti con l’attuale leadership
La frattura tra Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle si sposta nelle aule giudiziarie. Il fondatore del M5S, insieme all’associazione che fa capo al gruppo genovese, ha depositato un atto di citazione al Tribunale di Roma per rivendicare la titolarità del nome e del simbolo del Movimento. La prima udienza è fissata per luglio, confermano fonti vicine al comico. Si tratta di un passaggio annunciato già nei mesi scorsi, quando Grillo aveva reso nota l’intenzione di avviare un’azione legale per riappropriarsi del contrassegno storico del Movimento. Una mossa che arriva dopo un lungo periodo di distanza dalla guida politica e che apre un nuovo fronte nei rapporti con l’attuale leadership.
La rottura con Conte e la decisione di procedere legalmente
Negli ultimi anni il rapporto tra Grillo e il Movimento si è progressivamente incrinato. L’ex garante, ormai ai margini delle scelte politiche, ha più volte espresso disagio per la direzione intrapresa dal partito sotto la guida di Giuseppe Conte. La decisione di avviare una causa civile rappresenta quindi un tentativo di rimettere mano all’identità originaria del M5S, contestando l’uso del simbolo da parte dell’attuale gruppo dirigente.
Le reazioni: «Una battaglia lunga e complessa»
Tra i primi a commentare la scelta di Grillo c’è Marco Bella, ex parlamentare pentastellato e da tempo vicino al fondatore. In un post sui social ha definito la causa «una battaglia difficile e destinata a durare», sottolineando come Grillo si trovi a sostenere personalmente i costi dell’azione legale. Secondo Bella, la questione riguarda anche un tema di dignità politica e di coerenza con la storia del Movimento. Una posizione che evidenzia come la vicenda non sia solo giuridica, ma anche profondamente identitaria.
Cosa succede ora
Con il deposito dell’atto di citazione, la controversia passa ufficialmente nelle mani del Tribunale di Roma. Saranno i giudici a stabilire chi abbia il diritto di utilizzare il nome e il simbolo del Movimento 5 Stelle, un tema che potrebbe avere ripercussioni significative sulla vita interna del partito. Nel frattempo, la distanza tra Grillo e l’attuale dirigenza resta evidente, e la causa potrebbe segnare un nuovo capitolo in una storia politica che continua a evolversi.
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