Nella stagione a due facce del Pisa torna a pesare un vecchio nemico
Tre sconfitte consecutive in trasferta non arrivavano dal campionato 2020/2021. Lo strano andamento di un cammino vissuto sempre e pericolosamente in bilico
PISA. Dopo un inizio di stagione da incubo e un approccio poco pimpante al girone di ritorno, il Pisa è incappato in una terza fase negativa di sei incontri.
Un diabolico “triplo sei” nel percorso dei nerazzurri. Negli ultimi 540' di campionato i beniamini dell'Arena Garibaldi hanno racimolato appena 5 punti, tutti in casa, battendo il Benevento e pareggiando con Palermo e Cagliari. L'imbattibilità esterna è stata l'ultima a cadere nella gestione D'Angelo (ovviamente di questa stagione) e ora sembra un lontano ricordo. Il Pisa, con 12 trasferte consecutive a punti, era giunto ad un passo dal record storico del 1981/82 (13 partite), ma poi ha cominciato a smarrirsi nei suoi viaggi, prima a Modena, poi a Cosenza e domenica scorsa a Terni. Tre sconfitte consecutive in terra straniera. Una striscia negativa che neppure Maran era riuscito ad inanellare. Il tecnico trentino infatti ha chiuso la sua breve esperienza alla guida del Pisa, interrompendo con un pari a Venezia una sequenza di due passi falsi su terreni avversi (a Cittadella e a Bolzano).
Per trovare un tris negativo in campo esterno bisogna tornare alla stagione 2020/21, quella della parziale flessione fra i playoff sfiorati nel 2019/20 e la finale dello scorso maggio. Il Pisa cadde a Cittadella e, dopo il rinvio della gara a Lignano Sabbiadoro con il Pordenone, anche a Pescara e a Verona, sponda Chievo. Il periodo dell'anno era quello odierno, fra marzo e aprile, in una fase ancora più difficile, nella quale il Pisa inciampò anche in casa col Lecce. Il pareggio nel recupero della trasferta sul campo del Pordenone fermò l'emorragia, che si aprì nuovamente nei trasferimenti conclusivi a Frosinone e a Brescia.
Ora Caracciolo e soci non sono in un momento così negativo, ma camminano sotto la media di 1 punto a partita negli ultimi 6 turni. Altre 6 giornate avare di risultati positivi (6 lunghezze in tutto) hanno caratterizzato l'ingresso nel girone di ritorno. Allora il Pisa faceva risultato quasi solo in trasferta: pari a Como e a Genova, blitz a Reggio Calabria, più l'1-1 all'Arena con il Venezia. Due sconfitte consecutive in casa (con Cittadella e SudTirol) hanno eguagliato la sequenza negativa interna collezionata da Maran fra gli incontri con Genoa e Reggina.
Dopo Capodanno la continuità è diventata una chimera, tranne una timida e illusoria coppia di successi (col Perugia e a Parma) incastonata tra i due magri sestetti di sfide. In sintesi tre le flessioni stagionali di 6 gare (ad inizio dell'andata, in apertura del ritorno e nelle ultime 6 gare) racchiudono 18 incontri: quasi l'equivalente di metà campionato ad una marcia da retrocessione, con appena 2 vittorie all'attivo e 13 punti in tutto.
A compensarli le altre 15 uscite, ovvero la sequenza dei 13 risultati utili nel girone d'andata più i 2 successi consecutivi ottenuti al ritorno su Perugia e Parma, ad una velocità superiore ai 2 punti a gara (33 lunghezze complessive). Ecco le due facce della stessa medaglia, in equilibrio sull'ottavo scalino della graduatoria.
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