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cronaca

Crepe tra Lega e Fratelli d’Italia sulla moschea a Pisa: Salvini tuona ma Petrucci non ci sta

Il leader leghista: «Il no alla costruzione è un impegno del nostro partito nei confronti della città». L’esponente di Meloni: «Scegliamo insieme agli islamici un sito alternativo, vedo bene Ospedaletto» 


14 giugno 2020 Cristiano Marcacci


Si aprono crepe nel sodalizio tra Lega e Fratelli d’Italia che governa Pisa. A creare imbarazzi e disagi è la posizione della giunta Conti sulla moschea, soprattutto dopo la recente sentenza del Tar toscano che ha annullato il diniego del Comune alla richiesta di permesso a costruire presentato dall'Associazione culturale islamica, proprietaria del terreno a Porta a Lucca dove doveva sorgere l'edificio di culto.

Salvini con Conti

Da Roma ci prova addirittura il leader nazionale della Lega Matteo Salvini a far ricompattare le forze della maggioranza pisana, schierandosi al fianco sia del primo cittadino che della parlamentare europea Susanna Ceccardi e del deputato Edoardo Ziello. «Il no alla moschea a Pisa, a partire dalla località pensata dalla sinistra, era e rimane – afferma Salvini – un impegno della Lega con la città. Ci siamo candidati ottenendo risultati storici a Pisa nel 2018, con tante buone idee per la città e diversi impegni che stiamo mantenendo, protagonisti di un'azione amministrativa positiva che mi rende orgoglioso di essere segretario della Lega. Tanti simboli della cristianità occidentale – aggiunge Salvini – risiedono a Pisa e abbiamo il dovere storico di preservare la storia, il paesaggio, la cultura, la bellezza e la sicurezza della nostra comunità. Oltre all'esistenza di vincoli paesaggistici e archeologici, non si può dimenticare il mancato rispetto da parte di un certo Islam di diritti umani e civili fondamentali, in primis quelli delle donne. Reciprocità e rispetto dei nostri valori devono essere obiettivi alla base di ogni ragionamento. Sono in costante contatto con il bravo sindaco Michele Conti, con consiglieri e parlamentari italiani ed europei pisani e sono sicuro che anche sul no alla moschea sapremo mantenere gli impegni presi con i cittadini».

Lo strappo di Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia, però, mostra di non allinearsi affatto con l’illustre alleato. In un documento diffuso nella tarda serata di venerdì Diego Petrucci, sindaco dell’Abetone e leader pisano di Fratelli d’Italia, manifesta numerose critiche rispetto alla condotta leghista delle ultime settimane e giudica necessaria, a questo punto, l’apertura di un dialogo con la stessa comunità islamica per individuare un sito alternativo a via Chiarugi. «Aver detto no a prescindere alla moschea – sostiene Petrucci – è stato un errore e una violazione del principio di onestà intellettuale. Perché all’interno del nostro ordinamento giuridico-costituzionale non è consentito. Quando si sta all’opposizione si può pensare, in qualche modo, di fare i furbi, sapendo che non saremo poi chiamati alla classica “prova del 9”, ma quando si governa prima o poi i nodi vengono al pettine».

Il diritto della libertà di culto

«In Italia – aggiunge Petrucci – non si può negare il diritto alla costruzione di luoghi di culto, lo dice chiaramente la Costituzione, è un principio incontrovertibile, e quindi dire no alla moschea era evidentemente un esercizio intellettualmente disonesto, oltreché un errore (in particolar modo da un punto di vista di ordine pubblico e pubblica sicurezza). Era uno slogan propagandistico, da campagna elettorale, che poi ha, però, dovuto fare i conti con la realtà».

Petrucci, nel contempo, ribadisce il proprio no alla localizzazione della moschea a Porta a Lucca. «Una scelta rispetto alla quale – dice – sono profondamente contrario, tanto che ho sottoscritto la richiesta di referendum. Una scelta folle fatta da una politica sorda e priva di riferimenti culturali e di identità. Autorizzare la costruzione della moschea lì è stato un errore brutale, all’imbocco della città, a poche centinaia di metri dal duomo e dal campanile, ad impattare, anche e non solo da un punto di vista di prospettiva paesaggistica, con il simbolo della nostra tradizione ed identità cristiana. Un errore grave anche da un punto di vista amministrativo, creando un eccessivo carico su quel quartiere».

Ospedaletto il luogo più idoneo

Non a Porta a Lucca, ma sì ad una moschea a Pisa. Questa, in sostanza, la posizione di Petrucci. «Penso – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia – che la soluzione doveva essere e debba essere quella di individuare, anche condividendo un percorso con la comunità islamica, un altro luogo. Magari fuori città, Ospedaletto va benissimo. E quando qualcuno lo ha detto, da ultimo il nostro competente assessore all’urbanistica, è caduto sotto gli strali della propaganda, aggredito da tante bocche vocianti, che avevano tanto fiato e poco cervello e che sono i responsabili di questo cortocircuito nel quale ci siamo trovati e dal quale si esce solo individuando un luogo alternativo».

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