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cronaca

Canapisa, Gasparri tuona contro la «sagra della droga»

Il vicepresidente forzista del Senato schierato con il no «Sbagliate le campagne per legalizzare sostanze dannose»


26 febbraio 2017


PISA. «È un peccato che una città ricca di tradizioni e di storia come Pisa permetta il reiterarsi di questa sorta di sagra della droga». Non ha usato mezzi termini il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, per esprimere il proprio dissenso nei confronti del Canapisa, la manifestazione antiproibizionista che da ormai 17 anni richiama in città molti giovani fautori della legalizzazione delle droghe leggere. Invitato a discutere al bar "Lo Sfizio" dei «problemi riguardanti il territorio», dopo un tour in provincia «anche in vista delle prossime elezioni amministrative», iniziato ieri mattina a Pontedera con la visita alla mostra motociclistica di Palazzo Pretorio e del Museo Piaggio e proseguito con l'incontro con i cittadini di Bientina, il senatore di Forza Italia ha assicurato manforte al coordinamento provinciale del proprio partito nella denuncia di una manifestazione definita a gran voce «improvvida e sbagliata».

«La campagna che da anni si fa in tutta Italia per legalizzare le cosiddette droghe leggere non fa altro che consolidare nei più giovani l'idea che queste non facciano male - ha dichiarato Gasparri - ma non è così, perché la quantità di principio attivo contenuto in esse negli ultimi anni è superiore rispetto a qualche anno fa». A riprova della sua tesi, il vicepresidente del Senato ha portato l'esempio del Colorado, dove «con l'aumento del consumo derivato dalla legalizzazione delle droghe leggere è salito in modo direttamente proporzionale anche il numero di incidenti stradali», effetto non diretto, ma legato all'assunzione di cannabis. Un altro falso mito da smontare, per Gasparri, è poi quello che vede nella legalizzazione uno smacco alla criminalità: «Gli incassi della criminalità derivano al 90% dalla messa in circolazione di droghe pesanti, soprattutto di cocaina - ha commentato infatti il senatore di Forza Italia - La cannabis costituisce per loro solo una parte residuale. Se questa venisse legalizzata, solo i maggiorenni potrebbero comprarla legalmente, il che significherebbe non risolvere il problema, considerato che i 2/3 dei consumatori sono minorenni».

Enza Chiappone

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