Il Tirreno

Le testimonianze

Coop, il piano industriale fa infuriare i lavoratori in Toscana: «Solo chiusure e tagli, 520 posti a rischio» – Cosa sta succedendo

di Luca Balestri

	La protesta dei lavoratori a Vignale Riotorto (Foto di Lorenzo Manzini)
La protesta dei lavoratori a Vignale Riotorto (Foto di Lorenzo Manzini)

La protesta dei dipendenti di fronte alla sede di Vignale Riotorto: «L’unica cosa che ci hanno saputo dire è che è stata una scelta dolorosa e necessaria»

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PIOMBINO. «Questo piano di rilancio è inaccettabile. Manca un piano industriale reale che tuteli i lavoratori». Appena Jacopo Dionisio della segreteria nazionale Filcams Cgil inizia a parlare, davanti alla sede Unicoop di Vignale Riotorto, inizia a piovere. Non un buon presagio per quello che si prospetta essere un braccio di ferro tra i dipendenti Unicoop Etruria e i vertici della cooperativa.

Lo sciopero dei dipendenti

Giovedì 18 dicembre 40 dei 120 lavoratori della della sede direzionale di Riotorto hanno scioperato dalle 9,30 alle 12,30 per esprimere la loro contrarietà alla seconda fase del piano industriale di rilancio 2025-2027 di Unicoop Etruria, che opera tra Toscana, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

I tagli annunciati

All’inizio di questo mese la cooperativa ha comunicato di voler cedere 24 punti vendita e tagliare 180 posti di lavoro nelle sedi di Vignale e Castiglione del Lago. E, più in generale, compiere una manovra che per i sindacati metterebbe a rischio in tutto 520 posti di lavoro. Piano ritenuto irricevibile dai rappresentanti sindacali. Soprattutto perché di certo, secondo i sindacati, ci sarebbero solo i tagli al personale e lo smantellamento dei punti vendita. Sindacati che per questa vertenza si muovono in maniera unitaria.

Presidio e solidarietà

Presenti al presidio a fianco dei lavoratorii delegati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UilTucs e Unicobas. E, anche se non in piazza, manda la solidarietà ai lavoratori anche l’Ugl. «I lavoratori e le lavoratrici respingono fermamente questo piano. Unicoop Etruria era nata con l’obiettivo di rilanciare la presenza della cooperativa nella distribuzione, e invece ora questo piano si preannuncia essere lacrime e sangue». Con il megafono in mano, a parlare ai lavoratori è ancora Dionisio.

Le accuse alla cooperativa

Secondo il sindacalista, «così facendo, la cooperativa scarica sui lavoratori e sulle lavoratrici anche le responsabilità delle gestioni precedenti – continua –. I lavoratori non ci stanno, e non possono pagare questo». La cooperativa, sottolinea ancora l’esponente della segreteria Filcams, «si è resa disponibile ad accompagnare le eventuali uscite del personale. Ma con questi numeri non sappiamo quali misure di natura economica si riescano a sostenere».

Piano industriale nebuloso

Secondo i sindacati non è ben definita la seconda fase del piano industriale del triennio 2025-2027. I suoi confini sono nebulosi. «Unicoop Etruria parla anche di investimenti per i prossimi anni, ma prima ancora noi vediamo la chiusura di diversi punti vendita e la riduzione del personale, giustificati dall’esigenza di tagliare i costi e di ottenere risorse cedendo i punti vendita», sottolinea ancora Dionisio.

Le richieste dei sindacati

I lavoratori vanno dunque tutelati, e quello che chiedono i sindacati è chiaro. Da una parte pretendono che non ci siano cessioni di punti vendita non necessarie, perché questo significherebbe, oltre a mandare a casa delle persone senza occupazione, anche abbandonare i territori di riferimento. Dall’altra, le sigle sindacali vogliono sapere a chi verranno ceduti i punti vendita, «perché non tutti gli operatori della grande distribuzione organizzata operano attraverso le stesse modalità», chiosa Dioniso.

Le parole di UilTucs

«Unicoop Etruria ci ha comunicato la notizia con una freddezza che non ha niente a che vedere con il rispetto della dignità dei lavoratori». Sono nette le parole di Sabina Bardi, responsabile della provincia livornese di UilTucs Toscana. «Per quanto riguarda Vignale, non sappiamo ancora il numero esatto di lavoratori in esubero che ci sarà – continua –. L’unica cosa che ci hanno saputo dire è che è stata una scelta dolorosa e necessaria».

La posizione di Fisascat Cisl

Sedersi al tavolo con i vertici Unicoop per trovare una quadra è possibile «ma solo con alternative e soluzioni che ce lo permettano – dichiara la segretaria Fisascat Cisl Livorno Raffaella Parlanti –. Non possiamo e non vogliamo essere disponibili a condividere il percorso proposto. Ora iniziamo un altro percorso, quello del nostro dissenso».

L’intervento di Unicobas

Ancora più battagliera, se possibile, Unicobas, rappresentata dalla sindacalista Graziella Barazzuoli. «Questa è una cooperativa, non è un’azienda – dice –. È un luogo di condivisione, non siamo sudditi di nessuno. Non c’è un padrone qui, se lo devono ricordare. Non siamo esuberi, siamo persone».

La posizione dell’Ugl

Chiara anche la posizione dell’Ugl, non presente in piazza ma comunque a fianco dei lavoratori. «Come sindacato riteniamo che non debbano essere sempre i lavoratori a pagare il prezzo più alto di crisi industriali, e che oltre alle rassicurazioni che stanno arrivando in queste ore da parte dei vertici Unicoop, si mettano in atto da subito azioni concrete che diano garanzie occupazionali reali. Ogni singolo posto di lavoro va salvaguardato».

Il sostegno del Comune di Piombino

I lavoratori e le lavoratrici della sede direzionale di Vignale vanno tutelati anche secondo l’amministrazione comunale piombinese, che esprime il proprio sostegno ai dipendenti di Unicoop Etruria in mobilitazione. Così si esprime l’assessora al Lavoro Sabrina Nigro: «Ci attiveremo fin da subito per coinvolgere le istituzioni sovraordinate e avviare un dialogo con tutte le parti interessate, affiancando le organizzazioni sindacali per scongiurare quella che, sulla carta, potrebbe trasformarsi in una nuova e grave crisi occupazionale per l’intero territorio».

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