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Istruzione e sociale

Valdinievole, assistenza tagliata ai disabili. «Negata l’inclusione scolastica»

di Luca Signorini
Valdinievole, assistenza tagliata ai disabili. «Negata l’inclusione scolastica»

La preside Tommei: «Viene meno un diritto fondamentale»

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MONTECATINI. Ci sono delle serie turbolenze nelle scuole del territorio di ogni ordine e grado - dagli istituti superiori alle materne - scoppiate con forza in questi giorni, con le dirigenze scolastiche che si stanno muovendo cercando una soluzione (ma ognuna per proprio conto e quasi tutte sotto traccia) e le famiglie che dal canto loro tentano di mettere in mano carte e preoccupazioni agli avvocati (oltre che i sindacati).

Le discussioni riguardano il sostanziale taglio alle ore di assistenza per gli studenti disabili gravi durante l’orario scolastico, fornite tramite cooperative dall’Asl Toscana Centro e dalla Società della Salute della Valdinievole, come integrazione al lavoro degli insegnanti di sostegno, che hanno un “orario di cattedra” inferiore (18 ore settimanali) al tempo che gli alunni passano tra i banchi.

La questione riguarda come al solito i soldi che scarseggiano: i 3 milioni di euro stanziati per lo scopo dalla Regione Toscana nell’arco di tre anni (dal 2022) stanno per esaurirsi, questo anche perché i bambini e ragazzi assistiti sono aumentati, oggi se ne contano quasi trecento in tutta la Valdinievole con certificazione 104 firmata dai medici (hanno ritardi nello sviluppo psicomotorio, disturbi nel linguaggio, difficoltà nell’igiene personale e nell’alimentazione, limitazioni nella deambulazione e nella mobilità).

Ieri gli operatori e le famiglie coinvolte hanno avuto un confronto sul da farsi, mentre per domani la Società della Salute ha convocato un tavolo specifico insieme alle amministrazioni comunali. La questione è seria, in quanto gli studenti disabili potrebbero uscire anzitempo da scuola, con rilevante aggravio sulle spalle delle famiglie e una condizione di ulteriore esclusione sociale per gli stessi giovani.

Nella circolare firmata ieri dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Chini di Montecatini, Roberta Tommei, si avverte per esempio l’urgenza del momento. Ma la situazione è la stessa come detto per gli altri comprensivi e per le scuole superiori, tra Montecatini e Pescia. Tommei e il corpo docente, con la pubblicazione del documento ufficiale, vogliono rendere note «le difficoltà e le gravi problematiche insorte per la mancata copertura dell’intero fabbisogno di risorse professionali da destinare all'assistenza, all'autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità certificata».

I numeri rendono l’idea: a fronte della richiesta di 127 ore di assistenza nella scuola materna (indicate al termine dello scorso anno scolastico per ciascun alunno dal Gruppo operativo di lavoro, formato da docenti e professionisti) ne sono state assegnate 28; nella scuola elementare 160 ore richieste e 83 concesse; nella scuola media 88 ore richieste e 48 riconosciute. «La riduzione delle ore di assistenza specialistica compromette la piena realizzazione dell’inclusione scolastica degli alunni, elude la completa partecipazione alle attività e alla vita sociale, evita di mettere in pratica il sistema integrato degli interventi per garantire, attraverso un progetto globale di presa in carico della persona con disabilità, benessere e qualità della vita, miglioramento di performance e capacità, riduzione delle barriere e potenziamento dei facilitatori». Ancora la preside: «La problematica riguarda tutti gli ordini di scuola, dove l’assenza della figura dell’assistente con gli alunni con gravità, compromette il buon andamento della vita scolastica e il benessere psico-fisico degli alunni. Nelle classi già numerose spesso sono presenti altri bambini difficili (a volte problematici) e le insegnanti curricolari, nelle ore in cui rimangono da sole, non hanno la possibilità di seguire in maniera adeguata i bambini con problematiche comportamentali e fisiche per i quali le ore di assistenza erano state richieste».

Per Tommei «in questo modo la scuola – suo malgrado – finisce per trasformarsi in una barriera, nel momento in cui viene meno alla promessa di adattarsi alle capacità, alle esigenze e ai bisogni particolari di ogni singolo alunno, preservando diritti fondamentali e incomprimibili». E dunque la preside e tutto il personale scolastico dell’istituto Chini chiedono «di rivedere e superare questioni di vincoli di bilancio che non possono e non devono condizionare i diritti degli alunni con disabilità, traducendosi nella mancata garanzia delle risorse necessarie». La circolare è indirizzata alla Sds della Valdinievole, al Comune di Montecatini, all’Ufficio scolastico provinciale e regionale, e naturalmente alle famiglie degli studenti.

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