Polizia
Toscana, ricatto sessuale a un giovane calciatore: «Ora inviamo a tutti i tuoi video» – Attenzione alla trappola su Instagram
Alla fine tutto è stato sventato dalla madre del ragazzo: le tracce portano addirittura negli Stati Uniti
LUCCA. Un’estorsione sessuale informatica – fenomeno in costante aumento pure in Lucchesia con decine di denunce ogni mese alla polizia postale o ai carabinieri – ai danni di un adolescente è stata sventata dalla mamma dello studente che, dopo aver ricevuto il video e il collage di foto del figlio di 14 anni e di un suo amico ad alto contenuto erotico, anziché pagare 600 euro per evitare che le immagini fossero divulgate in rete a parenti e conoscenti ha bloccato tutti gli account e denunciato l’episodio alla polizia postale che ha avviato un’inchiesta nel tentativo di arrivare all’individuazione degli autori della sextortion.
I fatti
L’episodio risale a due settimane fa quando il ragazzo residente in Lucchesia e che si trovava in ritiro con la squadra giovanile in cui milita navigando in rete avviava una conversazione con una ragazza sulla piattaforma Instagram per poi trasferire la conversazione sull’applicazione Telegram. Una volta stabilito il contatto sulla nuova piattaforma iniziava un colloquio con la donna – munita di nickname e associata a un’utenza telefonica internazionale – con contenuti decisamente spinti e sessualmente espliciti. Per essere più credibile al cospetto della ragazza conosciuta in rete aveva inviato la foto di un amico calciatore più grande di tre anni pure lui presente, anche se non partecipante, alla conversazione via web. A un certo punto dopo aver ricevuto da lei filmati osé anche lo studente di 14 anni inviava file video personali dal contenuto sessuale. Ma una volta scambiatosi il materiale hard core gli arrivano sul cellulare una serie di chiamate.
L’estorsione informatica
Da un cellulare arriva una richiesta estorsiva: o ci versi 600 in cambio della cancellazione del video esplicito condiviso oppure quelle immagini verranno divulgate agli amici, ai familiari e ai conoscenti. Il tutto seguito da un messaggio in lingua inglese con voce maschile inviato da un’utenza Whatsapp. Una vera e propria truffa informatica a sfondo sessuale in forte aumento sui social network, in particolare su Instagram e TikTok che prende di mira sia adulti che minorenni. La vittima del raggiro ha deciso immediatamente di non dare corso ad alcun versamento. Ma a qual punto, non si sa come vi sia riuscito, la stessa richiesta ricattatoria è stata divulgata sul numero di cellulare della madre della vittima riversando foto e video a sfondo sessuale e minacciando di divulgarle in rete. Ma la donna, poco più che quarantenne, decisa a non pagare ha bloccato tutti gli account e rivolgendosi immediatamente alla polizia postale con una denuncia precisa circostanziata che è stata inviata in procura dopo i primi accertamenti.
Le tracce digitali: Stati Uniti e Nigeria
Stando alle prime indagini di natura informatica l’account Instagram della giovane donna che aveva utilizzato un username in chat proviene da un’area geografica corrispondente allo stato americano dell’Arkansas mentre l’utenza telefonica estera da dove è partita la richiesta ricattatoria è associata a un prefisso telefonico della Nigeria. Troppo poco per arrivare ai responsabili.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
