Lucca, ok al maxi parcheggio fuori porta Santa Maria: i risultati dei carotaggi
Le indagini geologiche e i sondaggi archeologici evidenziano strati profondi stabili e omogenei, nessun elemento ostativo
LKUCCA. Parcheggio interrato, si può fare. Nei giorni scorsi sono stati resi noti i risultati dei carotaggi eseguiti sotto piazzale Martiri della Libertà, prima verifica reale sul terreno che dovrebbe ospitare il futuro parcheggio interrato di fronte a porta Santa Maria. Si tratta di 14 prove penetrometriche e 4 carotaggi fino a 39 metri di profondità, più un’analisi archeologica correlata. Tali documenti non bocciano e non approvano l’opera ma descrivono cosa è stato trovato nel sottosuolo e forniscono dati utili per valutare se e come si possa scavare. Nel complesso ne esce un quadro senza allarmi con risultati giudicati mediamente buoni, nella prospettiva di andare avanti col progetto: nessun particolare impedimento sul fronte archeologico (anche se si è trattato di semplici carotaggi e non di una vera e propria indagine) e allo stesso tempo, un livello geologico stabile e coerente individuato negli strati profondi.
L’analisi archeologica
Il cuore del fascicolo tecnico, però, sta nelle pagine firmate dall’archeologa Elisabetta Abela, che ha passato al setaccio i campioni estratti. Il responso è il seguente: livelli antropizzati nei terreni superficiali (2-3 metri) interpretati come battuti stradali presenti nella cartografia ottocentesca. Ad esempio quello sull’allineamento tra Porta Santa Maria e Borgo Giannotti, che replicava il tracciato della più antica via Clodia Nova, che collegava la città romana alla Media Valle del Serchio. Oltre i 3–4 metri i terreni diventano naturali e progressivamente più stabili: alternanza di limi, argille, ghiaie e sabbie. A circa 6,5 m compaiono sistematicamente ghiaie fluviali, un livello geologico stabile e coerente con aree alluvionali del Serchio. In sostanza i terreni superficiali sono storici e “lavorati”, quelli profondi sono naturali e portanti. Sequenze di battuti stradali e tracce della viabilità storica, ma nessun elemento che impatti sulla fattibilità dell’opera. Attenzione, questo stando ai carotaggi, ma che cosa c’è nel sottosuolo lucchese lo si saprà con precisione solo se e quando inizieranno gli scavi.
Il georadar
Non solo carotaggi. La società di Altopascio Mappa Geognostica ha effettuato una mappatura estesa del sottosuolo della piazza, molto più ampia delle 14 prove penetrometriche e dei 4 carotaggi. Non scende in profondità quanto questi ultimi, ma serve per capire cosa giace nei primi metri sotto i piedi, cioè dove passano cavi, tubazioni, canalizzazioni storiche o moderne che potrebbero interferire con la costruzione o con gli scavi futuri. Le anomalie trovate sono quasi tutte riconducibili a sottoservizi moderni, con profondità medie tra 30 cm e 1,20 m, con qualche picco a 1,50 m. Non emergono vuoti, cavità o strutture sepolte di natura muraria tali da suggerire resti imponenti o continui. Tradotto: sopra è un reticolo di servizi, sotto no. Serve mappatura precisa per evitare tranci di linee elettriche, telefoniche, acquedotto, ma una volta superato il primo metro e mezzo il terreno diventa “pulito”.
Sismica
Con il cosiddetto down-hole si passa dal “cosa c’è” al “quanto regge”. Si tratta di una prova sismica che utilizza onde P ed S per misurare rigidità, compattezza e capacità portante del terreno fino a 39 metri – cioè ben oltre la profondità del futuro parcheggio. Ci dice che il terreno sotto piazza Martiri è come un panettone a strati: il primo (entro 5 metri) è soffice, recente, rimaneggiato ma più si scende e più c’è un aumento graduale di compattezza. È la fascia 15 -17 metri che interessa davvero una struttura pesante come un parcheggio interrato: fondazioni, tiranti, vasca impermeabilizzata. Il risultato dice che si può costruire ma con fondazioni correttamente dimensionate. l
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