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Dal liceo Cecioni di Livorno al red carpet di Venezia: la storia di Lorenzo Aloi, protagonista di “Rider”

di Franco Marianelli

	Una scena del flim "Rider" e il livornese Lorenzo Aloi
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Una scena del flim "Rider" e il livornese Lorenzo Aloi

Classe 1998, era già arrivato al Lido con La Tana: ha recitato anche in "Lasciarsi un giorno a Roma" di Edoardo Leo, “Fedeltà” per Netflix e nella serie Rai Prima di Noi

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LIVORNO. Dal liceo Cecioni al red carpet di Venezia. Tra i protagonisti dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in corso al Lido fino a domani, c’è anche Lorenzo Aloi, classe 1998, nato a Cecina, cresciuto a Livorno e oggi protagonista di Rider, il nuovo film scritto e diretto da Roan Johnson e Davide Pavanello. La pellicola è stata scelta come film di chiusura della 41ª Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela della Mostra. Per Aloi non è la prima volta al Lido. Nel 2021 vi era già arrivato con La Tana, opera prima di Beatrice Baldacci, nella quale interpretava Giulio, un ragazzo ingenuo e sensibile attratto dalla misteriosa Lia, interpretata da Irene Vetere.

Il film

Questa volta, però, è lui a guidare il cast di un film (nelle sale dall’8 ottobre) che mescola racconto cinematografico e musica contemporanea. In "Rider" Aloi, scelto anche per le sue qualità canore, è Samuele detto Sami, un giovane fattorino che attraversa Milano in bicicletta per effettuare le sue consegne. Nella notte di Capodanno un grosso ordine di sushi lo porta in una villa nella periferia nord della città. Qui incontra Nia, interpretata dall’attrice e cantautrice Kaze. Tra i due nasce subito un’intesa, ma una decisione presa d’impulso trascinerà Sami in una vicenda destinata a cambiare il corso della sua vita. Il film nasce dall’incontro tra l’esperienza cinematografica di Roan Johnson e quella musicale di Dade, storico bassista dei Linea 77 e produttore della scena rap italiana, qui al suo debutto nella regia. Gli autori lo hanno immaginato come «un film che si ascolta e un disco che si vede»: le canzoni non fanno semplicemente da colonna sonora, ma entrano nella struttura stessa del racconto.

Il cast

Accanto ad Aloi e Kaze compaiono Kyshan Wilson, Mattia Mor e Claudio Santamaria, che interpreta il padre di Sami, insieme a numerosi nomi della musica italiana, tra i quali Levante, Rosa Chemical, Margherita Vicario, Ensi, Johnny Marsiglia e Axos.

Le altre apparizioni del livornese

Il pubblico aveva già avuto modo di conoscere Aloi in Il Grande Gioco, serie Sky ambientata nel mondo dei procuratori calcistici, dove interpretava Marco Assari, giovane agente alle prime armi che trova nel più esperto Corso Manni, interpretato da Francesco Montanari, un mentore e un alleato.Un ruolo nel quale Aloi aveva potuto portare sul piccolo schermo anche la cadenza toscana. Ma la sua storia con il cinema era cominciata molto prima. Ancora adolescente aveva interpretato Il Cappotto di Lana di Luca Dal Canto, cortometraggio girato a Livorno e ispirato alla figura di Giorgio Caproni, che gli valse tre riconoscimenti come miglior attore protagonista. Dopo il liceo è arrivata la formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Da allora il percorso si è allargato tra cinema, tv e piattaforme. Nel 2021 ha recitato in "Lasciarsi un giorno a Roma" di Edoardo Leo e soprattutto in La Tana, interpretazione che gli è valsa nuovi premi come miglior attore. Sono poi arrivati Fedeltà per Netflix e Il Grande Gioco per Sky. Nel biopic Sei nell’Anima, dedicato a Gianna Nannini, Aloi ha vestito i panni del fratello della cantante, Alessandro. Più recentemente è stato Davide Sartori nella serie Rai Prima di Noi e uno dei tre giovani protagonisti di Hype, serie RaiPlay ambientata nella scena rap milanese.

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