Colpo dei ladri sui camion dei vigili del fuoco: rubate cesoie che tagliano i caveau
Servono ad aprire porte blindate. Il delegato Massimo Marconcini della Fp-Cgil: «Troppi casi, serve più sorveglianza»
LIVORNO. Hanno fatto irruzione nella caserma dei vigili del fuoco rubando due cesoie a batteria per tagliare le porte e i pali della luce. Strumenti ad alta tecnologia che i pompieri usano per salvare le vite, ad esempio liberando le persone dalle lamiere delle auto incidentate, mentre loro per scassinare i caveau o le porte blindate, ad esempio, delle gioiellerie.
Il furto
Choc nel comando provinciale degli “angeli in divisa”, quello di via Campania, dove nelle notti scorse un gruppo di ladri ha portato via da due mezzi parcheggiati le due attrezzature di estrema precisione. Un danno enorme per i pompieri, che così rischiano di partire per gli interventi di urgenza non ben equipaggiati, fino al cambio turno quando i responsabili verificano tutti gli accessori in dotazione, evidenziando le eventuali mancanze e risolvendo le criticità. Ed è proprio grazie a questo controllo di routine che i vigili del fuoco si sono resi conto dell’incredibile furto, poi confermato dalle immagini delle telecamere del circuito di sorveglianza interno.
Emergenza in Italia
Un’emergenza che sta riguardando tutta Italia, quella dei colpi nelle caserme, che solo a Livorno nell’ultimo anno ha registrato due raid, mentre in Toscana all’incirca fra i 10 e i 15 se consideriamo tutte le caserme di Massa Carrara a Grosseto. Nella nostra città, in Coteto, i ladri si erano già presentati attorno alla mezzanotte del 31 marzo scorso, rubando dai mezzi posteggiati nell’autorimessa interna un divaricatore elettrico a batteria, anche in questo caso un’attrezzatura di soccorso normalmente utilizzata per estrarre le persone ferite o in pericolo di vita negli incidenti stradali.
L’appello della Cgil
C’è evidentemente bisogno di più sorveglianza nelle caserme del comando, come sottolinea il delegato sindacale della Fp-Cgil, Massimo Marconcini. «Sono due le questioni – spiega – la prima riguarda la sicurezza: bisogna assolutamente investire nelle vigilanza perché non è possibile rischiare di partire per un intervento salvavita senza certe attrezzature. Questi furti rischiano di creare danni incalcolabili, oltre a quelli economici derivanti dall’ammanco in sé, che non sono comunque banali. Per non parlare del fatto che rischiamo di trovarci i ladri davanti, visto che loro agiscono mentre noi siamo in caserma. Come potrebbero reagire? Rischiamo di essere aggrediti».
Il secondo aspetto riguarda i numeri dei furti, che è davvero preoccupante. Questi raid stanno diventando sempre più frequenti, visto che parliamo di attrezzature molto potenti, dal costo di oltre tremila euro l’una, che fanno gola alla microcriminalità perché in grado di spaccare qualsiasi cosa. Di tagliare il ferro e non solo: «L’emergenza riguarda tutto il Paese, noi operativi ci siamo male per questo – conclude Marconcini – e vorremmo che l’amministrazione investisse risorse per prevenire episodi del genere». l
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