Livorno, don Placido per il 25 aprile pubblica la lista dei preti uccisi dai partigiani: «Politica? No, noi predichiamo il Vangelo»
Il coordinatore delle parrocchie del centro città era già finito al centro dell’attenzione lo scorso 31 ottobre quando non esitò a criticare pubblicamente la “festa pagana” di Halloween
LIVORNO. C’è chi il 25 aprile festeggia la Liberazione e chi, come Don Placido Bevinetto, coordinatore delle parrocchie del centro città oltre che parroco dell’Ospedale e cappellano della Polizia di Stato, ha voluto ricordare che la Chiesa quel giorno celebra San Marco.
Il post
Accendendo poi un faro diverso sulla Resistenza al nazifascismo, con una lista pubblicata sul suo profilo Facebook dei nomi e cognomi di 129 preti uccisi dai partigiani nel periodo 1943-45, estratta dal libro di Roberto Beretta “Storia dei preti uccisi dai partigiani”, edizioni Piemme. Dal primo in ordine di tempo, don Hubert Leiler, il 21 marzo del 1942 in terre oggi slovene, all’ultimo don Pietro Maraglia il 26 febbraio del 1948 a Cerignano (Massa). Don Placido era già finito al centro dell’attenzione lo scorso 31 ottobre quando non esitò a criticare pubblicamente la “festa pagana” di Halloween, addirittura comunicando di aver smesso di frequentare il tradizionale fornaio da cui si serviva in quanto quest’ultimo aveva esposto in negozio mostri e zucche.
Copia e Incolla
«Non ho fatto altro che fare “copia e incolla” di un post che ho trovato su Fb, niente più di questo», spiega don Placido al cronista che gli ha chiesto i motivi di quel messaggio. Il post cita un libro del 2005 dello scrittore e giornalista dell’Avvenire Marco Beretta. Secondo l’autore del libro solo una piccolissima parte delle vittime era legata al regime fascista cosa che aggraverebbe le responsabilità dei presunti assassini in quanto le morti sarebbero state dettate da motivi “ideologici”. I partigiani al quale Beretta su riferisce erano quelli delle formazioni comuniste. Per onor di precisione c’è da aggiungere che almeno 50 fra i religiosi sono stati uccisi nelle terre contese tra Trieste e i territori oggi sloveni e croati e il post non specifica la nazionalità dei presunti assassini. Alcuni come si evince dalla lista sono morti ben dopo la fine della guerra.
Don Placido lei dice di aver fatto una semplice condivisione ma proprio il 25 aprile doveva farla? Avrebbe potuto ricordare i sacerdoti come Don Angeli uccisi dai nazifascisti per poi magari fare riferimento anche ai preti vittime dei partigiani?
«Intanto le dico che io prego e mi rammarico per tutti i sacerdoti uccisi, indipendentemente da chi sia l’assassino. E poi non posso che ripeterle che ho semplicemente cliccato un “condividi” su un aspetto della storia che mi sembrava interessante. Tutto qui».
Secondo lei i valori dell’antifascismo si conciliano con quelli che i sacerdoti predicano la domenica alla messa?
«Guardi, il sacerdote non si occupa di politica che spetta, appunto, ai politici. Noi sacerdoti ci preoccupiamo solo di diffondere i principi del Vangelo. Questa è la nostra missione e non altro».
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