Il Tirreno

Livorno

Il caso

Choc a Stagno, speronato e rapinato dopo la lite fuori da un locale

di Stefano Taglione
Una volante della polizia (foto d'archivio)
Una volante della polizia (foto d'archivio)

Cinquantasettenne in auto tamponato da un gruppo di persone su un furgone. Indaga la polizia, intervenuta con le volanti: la causa forse un debito economico

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LIVORNO. Una lite, probabilmente per via di un debito da saldare, scoppiata fuori da un locale notturno di Stagno. Poi la fuga in auto, il tamponamento e la rapina. Choc poco dopo le 22,30 di mercoledì 4 marzo in via Enrico Berlinguer, nella frazione colligiana alle porte di Livorno, dove un cinquantasettenne originario dell’Est Europa è stato derubato in mezzo alla strada da alcune persone che avrebbe incontrato la sera stessa. I banditi, a bordo di un furgone bianco, sono poi fuggiti con i soldi che l’uomo aveva addosso, non è chiaro quanti, facendo perdere le loro tracce sullo stesso mezzo pesante utilizzato per inseguirlo.

Sul posto, dopo la chiamata al 112, sono intervenuti gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, che hanno parlato con la vittima (che non abita a Livorno) per cercare di ricostruire quanto accaduto. Stando a una prima ricostruzione l’uomo, che era da solo alla guida della sua macchina, avrebbe avuto una discussione col gruppo di persone fuori dal locale per via del debito da saldare.

Li conosceva già, quantomeno non era la prima volta che vedeva alcuni di loro, ma certamente non erano suoi amici. Fatto sta che all’improvviso, dalle parole, si è passati ai fatti, con il cinquantasettenne che spaventato ha cercato di fuggire in auto ed è stato inseguito e speronato dal furgone bianco cassonato, per poi essere affrontato in mezzo alla strada e, in evidente inferiorità numerica, rapinato. La sua macchina, enormemente danneggiata, è stata poi rimossa da un carroattrezzi dell’officina “Nuova Tecnauto” di via Pera, nel rione di Shangai, dato che autonomamente non si poteva spostare. L’uomo non sarebbe riuscito ad annotare il numero di targa del furgone, che quindi non è riuscito a fornire agli investigatori. Né – stando a quanto ricostruito – conoscerebbe i nomi e i cognomi dei rapinatori.

Sul posto, allertati sempre attraverso il 112, sono poi sopraggiunti su un’ambulanza i volontari della Svs di via San Giovanni. Il cinquantasettenne, soccorso con un trauma cranico non commotivo, è stato medicato direttamente in via Berlinguer, le sue condizioni di salute non hanno mai destato alcuna preoccupazione, tanto che al termine del lavoro dei soccorritori della Società volontaria di soccorso ha rifiutato il trasporto in ospedale, comunicando la sua decisione via telefono al medico di turno nella centrale operativa interprovinciale. Ora, i poliziotti, proseguiranno nelle indagini. Il reato di rapina, infatti, è perseguibile d’ufficio, senza bisogno di querele di parte. Non è chiaro se l’uomo la presenterà negli uffici di viale Boccaccio (o dai carabinieri): potrebbe, esponendo la sua versione dei fatti, fornire ulteriori elementi alla Squadra mobile, coordinata dal vicequestore Riccardo Signorelli, che si occuperà delle indagini.

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