Livorno, omicidio in via Grande: parla il super testimone – «Ho visto il killer, mi ha colpito quel cappuccio» / VIDEO
Le parole dell’uomo che ha incontrato l’assassino del delitto nel palazzo al civico 110
LIVORNO. Quando ha aperto la porta del vano scale, Alessandro ha trovato davanti a sé un uomo che scendeva di corsa, il cappuccio tirato sulla testa e piccole piume che si staccavano dall’imbottitura. «Ho pensato fosse un ladro», racconta. Pochi secondi più tardi ha scoperto che quell’uomo in fuga – arrestato dopo alcune decine di minuti dalle forze dell’ordine – era con ogni probabilità l’autore dell’omicidio avvenuto pochi minuti prima nello studio di un commercialista al civico 110 di via Grande, in pieno centro a Livorno, nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima – un uomo nato nel 1970 – sarebbe stata colpita con un’arma da taglio all’interno dell’ufficio. L’aggressore è poi scappato giù per le scale, attraversando l’androne del palazzo e dirigendosi verso la strada. È in quel momento che Alessandro, che abita al quinto piano, si è trovato faccia a faccia con lui.
Il volto sfuggente dell’uomo in fuga
«Stava correndo, aveva il cappuccio sulla testa. Era un uomo, ma non sarei in grado di riconoscerlo», spiega il testimone, ancora scosso. L’immagine che gli è rimasta impressa è quella delle piume che uscivano dal giubbotto: «Stava perdendo l’imbottitura del cappuccio». Un dettaglio insolito, che potrebbe rivelarsi utile agli investigatori. L’incontro è durato pochi secondi. L’uomo non ha parlato, non ha rallentato, non ha mostrato esitazioni. Ha attraversato l’atrio e si è dileguato in strada. Un altro testimone lo avrebbe poi visto allontanarsi in direzione del porto. Il killer, come accennato in precedenza, è stato fermato e arrestato alcune decine di minuti dopo l’omicidio.
La ricostruzione degli investigatori
Nel tardo pomeriggio di giovedì 26 febbraio via Grande si è riempita di sirene. Sul posto sono arrivati gli uomini della questura, con il reparto Uopi, le Volanti e la squadra Mobile insieme al pubblico ministero Niccolò Volpe. Presenti anche le ambulanze della Svs e la polizia locale. L’area è stata delimitata e gli agenti hanno iniziato a raccogliere testimonianze e immagini delle telecamere della zona.
Un palazzo sotto shock
Nel palazzo, intanto, i residenti si affacciavano sulle scale cercando di capire cosa fosse accaduto. «Ho realizzato tutto solo dopo, quando ho visto la polizia», ripete Alessandro. Il suo racconto restituisce la dimensione improvvisa e ravvicinata della violenza: un uomo che scappa, un dettaglio che colpisce, un incontro casuale che diventa centrale nelle indagini.
