Pilotaggio a Livorno, Biancotti: «Nel 2025 meno navi ma più grandi. Il 2026 sarà un anno di crescita»
Il capo pilota del porto di Livorno: «Aumentano tonnellaggi e prestazioni. Crociere, Lng e infrastrutture decisive per il futuro dello scalo»
LIVORNO. «Meno navi, ma più grandi e con maggior valore operativo». Riassume così il 2025 del pilotaggio nel porto di Livorno Marino Biancotti, capo pilota della Corporazione, che guarda al 2026 con fiducia grazie all’aumento dei traffici crocieristici, allo sviluppo del bunkeraggio Lng e al completamento di opere infrastrutturali strategiche.
«Nel 2025 il numero di navi con pilota a bordo nel porto di Livorno ha subito un leggero calo, passando dalle 11.009 del 2024 alle 10.787 – spiega – Questo dato indica una lieve diminuzione delle navi che hanno scalato il nostro porto e che sono soggette a pilotaggio». Un calo che però non si riflette sull’attività complessiva. «Le prestazioni totali sono aumentate – sottolinea – perché è cresciuto il numero di navi con il secondo pilota a bordo». Le prestazioni complessive passano infatti da 13.083 nel 2024 a 13.279 nel 2025.
«Parliamo di navi di grande tonnellaggio – prosegue – tutte le tipologie sopra le 30.000 tonnellate di stazza lorda sono aumentate». E aggiunge: «Traducendo i numeri in parole, sono aumentate le prestazioni di pilotaggio ma soprattutto il tonnellaggio delle navi che scalano il nostro porto e, quindi, anche le merci movimentate».
Analizzando l’andamento mensile emerge un ulteriore elemento positivo. «L’incremento maggiore si è registrato nel secondo semestre del 2025 – evidenzia – e questo ci fa ben sperare per il futuro».
Le prospettive per il 2026 sono infatti definite «ottime». «Le previsioni per le navi da crociera indicano un incremento sia nel numero sia nelle dimensioni – afferma Biancotti – con un impatto diretto sull’attività di pilotaggio».
Segnali incoraggianti arrivano anche dal rigassificatore OLT. «Il 2025 è stato un anno di transizione – spiega – durante il quale, sotto la guida della Capitaneria di porto e in sinergia con Olt, sono state sperimentate le piccole navi destinate al rifornimento LNG e le manovre di ormeggio notturne».
«Tali traffici e manovre stanno entrando a regime proprio nei primi giorni del 2026 – aggiunge – portando un ulteriore aumento del traffico». Biancotti ricorda inoltre come «il servizio di bunkeraggio LNG sia ancora poco diffuso, ma strategico, perché molte delle navi attualmente in costruzione saranno alimentate a metano, un carburante molto più ecocompatibile rispetto a quelli tradizionali».
Tra i temi centrali del 2026 c’è anche il completamento dell’allargamento del canale di accesso. «Si tratta di una grande opera – sottolinea il capo pilota – iniziata dal punto di vista progettuale oltre vent’anni fa e che ha incontrato diverse difficoltà, l’ultima delle quali è stata la rimozione e sostituzione dei tubi sottomarini Eni».
«Oggi però siamo finalmente in dirittura di arrivo - rimarca – L’allargamento del canale, corredato da una nuova e adeguata illuminazione, porterà maggiore sicurezza e maggiore operatività, in primis alla Darsena Toscana e poi a tutta l’area a monte del canale di accesso: Darsena 1 e Canale Industriale».
L’auspicio per l’anno appena iniziato riguarda anche i fondali. «È fondamentale il loro ripristino, mantenimento e, dove possibile, incremento”, afferma, “e su questo l’Autorità di Sistema Portuale sta lavorando».
«Il trend dello shipping continua a correre verso il gigantismo navale – conclude Biancotti – Per mantenere la competitività, il porto di Livorno deve aumentare gli spazi di manovra e garantire pescaggi adeguati, in attesa della Darsena Europa, che resta irrinunciabile. I limiti strutturali dell’attuale porto non consentono di andare oltre: una nuova infrastruttura è l’unica soluzione per accogliere le navi del presente e soprattutto quelle del futuro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
