All'ospedale di Livorno il robot che taglia le liste d’attesa: «Siamo passati da 90 giorni a 30»
Il primario di Urologia: «Da fine giugno 12 interventi oncologici al mese. Tra i vantaggi incisioni più piccole e dolore post-operatorio ridotto»
LIVORNO. I numeri contano, ma da soli non bastano. Perché dietro ai risultati ottenuti dall’ospedale di Livorno grazie alla chirurgia robotica non c’è solo una nuova tecnologia, ma anche un cambiamento profondo nell’organizzazione delle cure, con effetti concreti per i pazienti del territorio. A partire dal taglio delle liste d’attesa. È il primario di Urologia, Maurizio De Maria, a spiegare al Tirreno i benefici e i vantaggi del robot “Versius plus” con i tempi d’attesa che già si sono ridotti da 90 a 30 giorni. Ma non è il solo vantaggio: mini-invasività (dunque riduzione del trauma chirurgico) e, di conseguenza, nessun ricorso alle trasfusioni di sangue.
I numeri
«Il robot chirurgico è in funzione dalla fine di giugno e, in appena cinque mesi, ha già prodotto risultati significativi, soprattutto nell’ambito della chirurgia oncologica – evidenzia il dottor De Maria – . Un avvio che non è stato immediato né scontato: l’introduzione di una piattaforma così complessa ha richiesto un intenso periodo di formazione e affiancamento, durante il quale Livorno è diventata un punto di riferimento anche per altri ospedali. Per questa specifica piattaforma, infatti, sono arrivati professionisti da altre strutture sanitarie per fare formazione, tutoraggio e preparare l’avvio di programmi analoghi. Il nostro ospedale è stato individuato come centro di riferimento e, insieme all’altra piattaforma attiva al Versilia, rappresenta uno dei due poli robotici dell’area vasta. Un ruolo che colloca gli Spedali Riuniti al centro dello sviluppo della chirurgia robotica sul territorio». E i dati dell’attività operatoria confermano il valore di questo percorso. In cinque mesi – considerando anche il periodo estivo e le ferie – sono stati eseguiti 51 interventi urologici e otto interventi di chirurgia generale, in particolare su tumori della prostata e del rene. «Tutti interventi oncologici – precisa il primario di Urologia – . Dal punto di vista dei pazienti, poi, i benefici della chirurgia mini-invasiva robotica sono evidenti. Le incisioni sono più piccole, il dolore post-operatorio è ridotto e i tempi di degenza si accorciano. Nei casi di intervento alla prostata, il catetere vescicale viene rimosso dopo otto-nove giorni e, nella maggior parte dei casi, la dimissione avviene in tempi rapidi, con ottimi risultati oncologici. Un altro dato rilevante riguarda la sicurezza: finora non si è mai reso necessario ricorrere a trasfusioni di sangue».
I tempi
Ma il risultato forse più importante riguarda le liste d’attesa. Il robot è stato inizialmente dedicato alla chirurgia oncologica urologica, in particolare ai tumori della prostata e del rene. Prima dell’introduzione della piattaforma, i tempi di attesa superavano spesso i tre mesi. «Oggi, grazie alla riorganizzazione e all’utilizzo del robot, abbiamo già raggiunto l’obiettivo dei 30 giorni – prosegue De Maria – . Un cambiamento concreto per i pazienti, che possono accedere più rapidamente a interventi delicati e fondamentali. Dopo l’avvio con l’Urologia, a settembre è partita anche la Chirurgia generale. Nei prossimi mesi l’impiego del robot sarà ulteriormente ampliato, coinvolgendo altre specialità, tra cui la ginecologia. Il raggiungimento dell’autonomia gestionale consente ora di programmare l’attività in modo stabile, aumentando progressivamente il numero degli interventi. Grazie, quindi, anche alla direzione generale dell’Asl nord ovest ».
Come tutto è iniziato
E il robot come è arrivato a Livorno? È il risultato del protocollo d’intesa del 17 ottobre dell’anno scorso tra l’Asl Toscana nord ovest ed Eni che, con cui le due parti hanno concordato «di valutare l’opportunità di sviluppare una reciproca collaborazione per la tutela della salute pubblica in diversi ambiti, dalla sorveglianza epidemiologica ai progetti di promozione della salute, oltre che allo sviluppo di tecnologie digitali nel settore life-science». Ma in quest’operazione anche il Comune di Livorno ci ha messo lo zampino. Sì, perché il sindaco Luca Salvetti – con l’assessore Andrea Raspanti, i consiglieri di maggioranza Enrico Bianchi e Roberto Danieli e con il lavoro di contatto portato avanti da Pietro Contorno – ha costruito la rete che ha consentito l’arrivo del macchinario all’ospedale di Livorno. La chirurgia mini-invasiva esalta così tutti i vantaggi della tecnologia robotica: interventi più precisi, meno invasivi e un recupero più rapido. Ma soprattutto dimostra come l’innovazione, se inserita in una strategia di area vasta, possa migliorare davvero la sanità pubblica locale, riducendo le liste d’attesa e offrendo cure di qualità ai livornesi (e non solo).
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