Corea, Shangai, La Guglia: a Livorno va in scena la memoria con "Rimembrando". Come partecipare
L’attore Fabrizio Brandi e il lavoro di narrazione nei quartieri nord: al via il laboratorio gratuito
Livorno Mettere in scena i ricordi di un pezzo importante di città. Che sta puntando sul rilancio. Sulla valorizzazione. Sulla forza dell’aggregazione. L’attore Fabrizio Brandi cerca partecipanti per un laboratorio di narrazione dal titolo “Rimembrando i quartieri Corea, Shangai e la Guglia”.
Il laboratorio gratuito
Il risultato del lavoro verrà presentato durante la quarta edizione del festival Geometrie Esistenziali che si svolgerà tra maggio e giugno nei quartieri nord. Promosso e organizzato dall’associazione Nesi Corea con il sostegno del Comune di Livorno, della cooperativa Itinera e dell’Arci, si svolgerà da gennaio a giugno con incontri che si terranno nei fine settimana: il sabato dalle 15 alle 18, la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Le date: 17-18 gennaio, 7-8 febbraio, 7-8 marzo, 11-12 aprile, 16-17 maggio. Il laboratorio è gratuito ed aperto a partecipanti che abbiano un’età minima di 18 anni e che abbiano una minima alfabetizzazione teatrale (info e prenotazioni associazione Nesi-Corea, via la Pira 11 e associazione@associazionenesi.org).
Memoria condivisa
Brandi ha già condotto un’esperienza simile in Capraia e al quartiere la Rosa, questo prossimo viaggio lo farà andando a pescare nella memoria dei quartieri nord di Livorno. La chiama “memoria condivisa” perché – dice – raccontare e raccontarsi è un bisogno profondo dell’essere umano.
I partecipanti al laboratorio dovranno in un primo momento raccogliere le storie dei vari quartieri attraverso un lavoro di ricerca che potrà essere quello di intervistare gli abitanti, esaminare documenti, testimonianze. In una seconda fase dovranno elaborare tutto il materiale e trasformarlo in racconto. «L’obiettivo – dice ancora Brandi – è favorire l’incontro di generazioni diverse e dar vita a un atlante narrativo della comunità».
Chi conosce Fabrizio Brandi per il suo festival estivo Scenari di Quartiere - al quale partecipano ogni anno protagonisti affermati della scena teatrale italiana - sa che la sua attenzione è focalizzata su un teatro di narrazione che renda partecipe il pubblico di storie che parlano al cuore di tutti.
«A volte – dice - sono storie sotterranee che vengono fuori in modo inaspettato. Devo dire che la città di Livorno la sento molto viva da questo punto di vista, forse perché è una città di porto, è un crocevia nel quale uomini e storie si incontrano». E va avanti, concludendo: «Faccio molta attenzione al linguaggio non verbale perché credo che una grossa parte del nostro lavoro si fondi sulla gestualità. Osservare come i livornesi si muovono, gesticolano, parlano con un tono alto di voce mi dà la percezione di questi incroci che ci sono stati: si parlava a gesti, si urlava perché bisognava farsi capire anche senza le parole».
