Livorno, muore sindacalista di 47 anni: «Una vita per i diritti dei lavoratori»
Segretario generale della Fp Cisl e collaboratore del Tirreno, lascia una figlia di 9 anni e la compagna
LIVORNO. “In ospedale, ricoverato per aneurisma cerebrale. Tornerò più forte di prima”. Poche parole, inviate in redazione il 2 dicembre scorso, che raccontano bene com’era Marcello Mastrocola, 47 anni, dipendente del ministero della salute, sindacalista, segretario generale della Funzione Pubblica della Cisl, ma anche collaboratore del Tirreno. Sempre positivo. Sempre capace di trasmettere forza, anche da un letto di Neurochirurgia.
Ci eravamo sentiti al telefono tre giorni prima di quel messaggio: stava bene, era felice perché aveva raggiunto i due anni continuativi e il numero di articoli necessari ad iscriversi all’Ordine dei Giornalisti, nell’elenco pubblicisti. “Finalmente ce l’ho fatta”, sorrideva, ricordando la sua passione per il giornalismo, iniziata da giovane, col calcio a Tuttomercatoweb, e poi ripresa nel 2023 con la redazione della cronaca di Livorno del nostro giornale, per la quale ha seguito le proteste degli studenti, le storie del commercio e la vita dei quartieri e delle associazioni, ma anche scritto ritratti di tantissimi personaggi livornesi, con una penna sobria ma sensibile e sempre attenta alle umanità che incontrava.
Marcello è morto ieri mattina, primo giorno dell’anno, all’ospedale di Cecina, dove era stato trasferito da alcuni giorni dopo essere stato in cura al Niguarda di Milano proveniente dagli Spedali Riuniti. Le sue condizioni, dopo l’aneurisma cerebrale che aveva scoperto a inizio dicembre in seguito a un malore, erano serie ma sembravano in miglioramento. Era tornato a parlare, stava effettuando la riabilitazione.
Dalle 15,30 di oggi, 2 gennaio, potrà essere salutato presso la sala del commiato della Svs ai Lupi. Domattina alle 10,30 ci sarà il funerale alla chiesa del Rosario in via Mangini. Mastrocola lascia la compagna Clara, dipendente del ministero dell’Economia e finanze, la figlia Martina, 9 anni, a cui era legatissimo, e i genitori che da un po’ di tempo lo avevano raggiunto da Napoli, sua città d’origine, di cui si portava dietro non solo la parlata ma anche un mix di solarità, simpatia, passionalità, ironia e senso di comunità.
A Livorno era arrivato poco meno di 20 anni fa, dopo aver vinto il concorso al Ministero della Salute e avuto il posto alla Sanità Marittima. Nonostante l’impegno sindacale nella Cisl, culminato con l’elezione nel marzo 2025 a segretario generale della Funzione Pubblica, ha sempre continuato a lavorare, usufruendo di distacchi ridotti. Operativo sulle navi umanitarie che sbarcano i migranti, e su e giù per la Toscana, da Livorno a Orbetello per la sorveglianza sanitaria ai lavoratori della pesca.
«Marcello era punto di riferimento per tutto il comparto pubblico, in particolare per gli statali», racconta con le lacrime agli occhi Pietro Caruso, presidente del consiglio comunale, compagno di sindacato ma soprattutto amico di Mastrocola. «Credeva nel sindacato, nella difesa dei diritti, nella sua funzione di sostegno ai lavoratori. Col suo modo di fare, la sua serenità e pacatezza, riusciva a gestire ogni situazione problematica, trovando sempre la soluzione giusta. Ma non era solo una questione di approccio costruttivo alle criticità: era uno che studiava, si informava, aveva tantissimi contatti nazionali e a Roma era molto stimato. Non era uno che diceva sempre sì, se una cosa non si poteva fare te lo diceva chiaro, non ti fregava mai. Nell’ultimo congresso aveva trionfato, la Funzione Pubblica della Cisl è cresciuta tantissimo anche grazie a lui».
Caruso confida un ricordo personale: «Ci sentivamo 4 volte al giorno, non solo per parlare di sindacato ma anche della città e della vita. Si occupava di tutto e aveva idee precise sulla politica, mi ha sempre sostenuto. Il giorno di Natale sono andato in ospedale a trovarlo e sono riuscito, nonostante le sue condizioni, a scherzarci, a vederlo sorridere. Mancherà a tutti, per la sua competenza e la sua umanità». Mentre Roberto Chierchia, segretario nazionale della Funzione Pubblica Cisl, descrive «Marcello prima di tutto come un amico, e poi dirigente sindacale appassionato, competente e generoso. Il suo impegno quotidiano al fianco dei lavoratori, la sua lealtà e la sua dedizione lasciano un segno indelebile nella comunità cislina». Alla famiglia di Mastrocola le condoglianze e l’affetto della redazione del Tirreno.
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