Il Tirreno

Livorno

Lutto

Livorno, muore a 56 anni: addio ad Alessio Quintavalle, avvocato con la passione per la vela

di Juna Goti

	Alessio Quintavalle sulla barca a vela (foto Facebook)
Alessio Quintavalle sulla barca a vela (foto Facebook)

Aveva 56 anni ed era ricoverato in ospedale. È stato vicesegretario e organizzatore del Pd

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ci sono un paio di foto sui suoi social che raccontano Alessio Quintavalle forse meglio di quanto avrebbe saputo fare lui. Con la maglia da pirata, le mani sui fianchi e quello sguardo che non sapevi mai se ti stava parlando seriamente o se ti stava prendendo in giro. Perché lui, diciamocelo, della battuta pronta e dell’ironia, quell’ironia che sa essere tagliente, era il maestro assoluto.

I ricordi

Un pirata, che sapeva navigare perfettamente nel mare mosso o calmo della politica, anche – anzi spesso - rompendo le scatole dall’interno al suo stesso partito, il Pd. Poi c’è quella foto che si è scattato da solo, sulla barca a vela, in qualche regata, con il vento tra i capelli e il sole a battere sugli occhiali. Con gli amici di sempre ormai le battute si sprecavano da anni: “Ale ma te cosa fai di lavoro?”. E lui: “Vado a vela. Poi sarei anche avvocato”. Amava la barca, il mare era casa sua. Parliamo al passato perché Alessio Quintavalle se ne è andato: 56 anni segnati sul calendario a giugno, era avvocato, appassionato di vela e da sempre impegnato in politica. Tanti ruoli diversi, spesso operativi, da volontario della politica: vicesegretario del Pd di Livorno, organizzatore del partito, organizzatore della Festa dell’Unità, candidato alla segreteria della Federazione, consigliere di circoscrizione e così via. Non sembra vero che non ci sia più leggendo uno dei suoi ultimi post, scritto appena due giorni fa, il 9 dicembre: “Oggi vado a un centro commerciale a farmi la foto vicino a un albero di Natale e poi dico che è il mio perché sono troppo pigro”. Lui era così: una manata per tutto, anche per se stesso. Anche quando sapeva di dover combattere, di nuovo, la battaglia più dura. Quei maledetti acciacchi che lo avevano tormentato negli ultimi due anni sono tornati a farsi sentire pochi giorni fa. In passato lui stesso aveva raccontato via social il corpo a corpo ingaggiato con la malattia ematica che lo aveva costretto a ricoveri e cure durissime. Il peggio sembrava passato, invece nelle ultime ore un malore lo ha costretto al ricovero in ospedale. I medici hanno tentato l’impossibile, l’operazione, ma non c’è stato niente da fare.

Ironico e pungente

Aveva già scritto tutto lui, a modo suo, l’8 dicembre: “Ieri ho visto “il canto del cigno” è un film su un futuro distopico in cui i malati gravi possono scegliere di non far sapere niente ai propri cari clonando se stessi e tutti i propri pensieri. Rimane a quel punto un percorso di solitudine ma senza che la vita di altre persone sia coinvolta. Loro continueranno a vivere con il tuo esatto clone. Lo farei, l’avrei fatto immediatamente. Domani ricomincio i controlli e non è che sia proprio in forma, pensa che bello avessi una copia di me al meglio, mentre faccio una cosa che comunque ti vede da solo. Sono talmente come Woody Allen che ne ordinerei due”. In realtà di foto che lo descrivono bene ce ne sarebbe anche una terza: dietro alla camera del cellulare, con lo scatto pronto e il sorrisetto di chi sta per fartela. Tutto era, Quintavalle, tranne che accomodante. Di discussioni via social e non ne avrà intavolate un miliardo, commenti su commenti, iI più delle volte si finiva con una battuta. Sofferto è stato però il lungo periodo dallo scoppio della guerra tra Israele e Palestina, per lui che seguiva da ebreo, da uomo di centrosinistra e da riformista. Gli sono rimasti accanto fino all’ultimo il padre, la madre, i parenti e una schiera di amici. Domani (12 dicembre) dalle 10.30 sarà alle cappelle del commiato ai Lupi, il funerale sarà alle 16.00.

Primo piano
Violenza

Scontri fra ultras della Fiorentina e della Roma in autostrada A1: spranghe, caschi e volti coperti fra gli automobilisti

di Redazione web
Speciale Scuola 2030