Il Tirreno

Livorno

Ambiente e scalo

Crociere a Livorno, la stagione estiva si chiude con basso inquinamento: i dati e le zone

di Maurizio Campogiani

	Una veduta della città (foto Franco Silvi)
Una veduta della città (foto Franco Silvi)

Il riscontro dalle centraline gestite da Arpat sull’ultimo periodo “caldo” del traffico crocieristico

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LIVORNO. Nell’attesa dell’elettrificazione delle banchine, che dovrebbero far scattare il cosiddetto “cessato allarme”, la situazione relativa all’inquinamento prodotto dalle navi, in particolare dalle cosiddette città galleggianti dei crocieristi non è assolutamente preoccupante a Livorno. Anche l’ultimo mese di osservazione attraverso le tre centraline gestite in città dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, non ha messo in evidenza alcun dato allarmante. Per il sesto mese consecutivo di verifiche, infatti, nelle postazioni di viale Carducci, Piazza Cappiello e via La Pira, non si sono registrati superamenti dei limiti di legge per i diversi agenti inquinanti controllati. Al pari di quanto constatato in precedenza, insomma, è emerso che la situazione può definirsi assolutamente tranquilla, soprattutto se si considerando che le centraline rilevano tutto il complesso dell’inquinamento e non solo quello specifico di origine portuale.

Le centraline e i dati

Il controllo riguarda quindi gli agenti che derivano dalla presenza del traffico veicolare, della presenza di insediamenti industriali e, nel periodo di accensione, degli impianti di riscaldamento. Comunque andando a vedere analiticamente i dati, postazione per postazione, emerge che per quanto riguarda la centralina di viale Carducci, il PM10 ha raggiunto il limite massimo di 25 microgrammi al metro cubo nelle giornate del 26 settembre e del 10 ottobre. Si tratta pari alla metà della soglia di allarme, fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per quanto riguarda il PM2,5, ovvero le polveri ultrasottili, la centralina ha misurato il picco massimo di 13 microgrammi (a fronte di un limite massimo di 25 microgrammi previsto dalla legge) nella giornata del 26 settembre.

Per quanto riguarda gli ossidi di azoto, la cui soglia di allarme è fissata a 200 microgrammi al metro cubo, il tetto massimo è stato raggiunto il 16 settembre con 84 microgrammi, mentre per il monossido di carbonio la postazione di viale Carducci ha evidenziato il valore massimo di 0,9 microgrammi nelle giornate del 26 settembre e del 4, 5 e 6 ottobre (il limite di Legge è fissato a 10 microgrammi al metro cubo). Tranquilla anche la situazione nelle centraline di Piazza Cappiello e via La Pira. Nella prima, per quanto riguarda il PM10 il limite massimo è stato raggiunto il 28 settembre con 24 microgrammi, mentre per il PM2.5 si è arrivati a 12 microgrammi il 26 settembre e per il NO2 (biossidi di azoto) a 47 microgrammi il 21 settembre. In via La Pira, invece, il limite massimo di PM10 c’è stato il 26 settembre con 26 microgrammi, mentre il massimo per il benzene è stato di 1,1 micogrammi il 26 settembre a fronte di un limite di 5 microgrammi e per l’anidride solforosa il 3 ottobre con 5,2 microgrammi su un massimo di 350.

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