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Giornalismo e memoria

Premio De Majo, a Stefano Taglione la targa in ricordo del nostro Luciano: «Sono onorato»

di Simone Fulciniti
Premio De Majo, a Stefano Taglione la targa in ricordo del nostro Luciano: «Sono onorato»

Nella sede storica del circolo Di Sorco va in scena la nona edizione dell’iniziativa organizzata da Arci in collaborazione con la famiglia del collega scomparso

25 febbraio 2023
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LIVORNO. «Una delle cose più belle che potesse accadermi». Con queste parole Stefano Taglione, giornalista del Tirreno, saluta un successo personale importante. Il riconoscimento di punta del giornalismo livornese, intitolato al compianto e mai dimenticato collega Luciano De Majo. Nella sede storica del circolo Di Sorco va in scena la nona edizione dell’iniziativa organizzata da Arci in collaborazione con la famiglia De Majo e col supporto di tanti colleghi (e non solo) che a Luciano si ispirano ogni giorno, nel lavoro così come nella vita. C’è il sindaco di Livorno Luca Salvetti e con lui Marco Solimano, il consigliere regionale Francesco Gazzetti, il giornalista Alessandro Guarducci: persone che con Luciano hanno condiviso un’importante fetta di esistenza, ma soprattutto una grandissima amicizia.

Introdotti dal nuovo presidente di Arci Livorno Alessio Simoncini, che nell’ottobre scorso è succeduto proprio a Marco Solimano, si sono alternati al microfono, spesso parlando direttamente dal cuore. «Un’iniziativa che per noi rappresenta una certezza nel percorso annuale di vita in tutte le forme – dice Salvetti – Ogni giorno c’è un riferimento, un pensiero a Luciano. Questo significa che è sempre tra noi, ci ascolta, pronto a dirci cose interessanti e costruttive, e all’occorrenza a bacchettarci. Il fatto di premiare giornalisti che lavorano per la città è già un fatto di estremo interesse. Quest’anno invece il premio va a chi la città ha imparato a conoscerla in poco tempo, sottolineando bravura nel saperla interpretare pur non essendoci nato».

Il primo cittadino, inoltre, fa un annuncio importante. «Per l’edizione 2024 dobbiamo provare a fare un salto in avanti; pensare a qualcosa di strutturato in maniera più importante. Dato che correrà il decennale. Nell’ultimo anno di mandato, l’amministrazione punterà a questo traguardo. Perché Luciano se lo meritava». Prende la parola Silvia Motroni, dell’Ordine dei giornalisti (ente patrocinante), che saluta con gioia la proposta del sindaco, anzi la rilancia promettendo di supportarla con grande entusiasmo.

Quando l’attrice Francesca Ricci legge uno strepitoso articolo di De Majo degli anni Novanta, si entra nella fase clou della serata. «Luciano – spiega Gazzetti – non si scordava mai che dentro e dietro i fatti e le notizie, c’erano uomini e donne in carne ed ossa. Sapeva che la notizia portava e poteva suscitare sofferenze, gioie e dolori. Non stava solo attento a cosa scriveva, ma anche su chi scriveva, senza sconti o favoritismi, in modo attento e rispettoso ponendo tutte le parti nelle stesse condizioni».

Poi aggiunge. «Una cura ritrovata nel giovane cronista che abbiamo deciso di premiare. Lo abbiamo visto all’opera; letto e apprezzato i suoi articoli. Lo abbiamo seguito mentre consumava scarpe e taccuini come faceva Luciano. Per esempio di primissima mattina sulla banchina del porto mentre, assieme al sindaco, aspettavamo che arrivasse la nave dei migranti. Lui era lì a cercare di capire. E non a farsi raccontare da qualcuno cosa stava succedendo. Stefano ha un modo di fare giornalismo che si avvicina a quello di Luciano, anche nei temi. Ci piace lo stile in cui entra nelle storie, rispettandole, senza mai far mancare al lettore del Tirreno articoli precisi e ricchi di spunti. Gli chiediamo solo una cosa: proseguire nella strada che ha imboccato».

Tra flash dei fotografi e applausi scroscianti Stefano Taglione riceve la preziosa targa. «Grazie per le belle parole – dice commosso – Non ho conosciuto Luciano, non ho avuto questa fortuna. Ma me ne hanno parlato tante persone, in redazione. E proprio qualche settimana fa me lo ha rammentato un avvocato in tribunale, luogo che frequento tutti i giorni come faceva lui. Ho letto i suoi articoli: una precisione incredibile, dalla cronaca nera e giudiziaria, fino al basket. Qualche anno fa, per esempio, dovevo scrivere un articolo sul Livorno Basket, di cui sapevo poco o nulla, e un suo vecchio pezzo mi aiutò tantissimo, perché era veramente attuale. Sono onorato».

Presente alla cerimonia Andrea Rocchi, capocronista della redazione livornese del Tirreno. «Quando gli organizzatori mi hanno chiamato, dicendomi che la scelta era convenuta su Stefano, sono rimasto molto contento. Taglione è un collega al quale oltre alle capacità professionali riconosco grande correttezza e umanità. Bravo».


 

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