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cronaca

Sentenza Limoncino: tutti assolti e via il sequestro alla discarica

Il giudice Gioacchino Trovato ha respinto le richieste di condanna del pubblico ministero. Le parti civili: "E' una vergogna, non finisce qui".


10 marzo 2014 di Federico Lazzotti


LIVORNO. Finisce con quattro assoluzioni e il dissequestro della cava di monte La Poggia il processo sulle presunte irregolarità della discarica del Limoncino. Nei prossimi giorni saranno tolti i sigilli dall'area sequestrata il 20 ottobre 2011. "Speriamo che questo sia l'inzio di una nuova fase della azienda", spiegano fuori dall'aula i cugini Bellabarba, proprietari dell'area.

assol

Il pubblico ministero Antonella Tenerani aveva chiesto la condanna per due dei tre reati contestati ai quattro indagati in merito alle presunte irregolarità nella realizzazione della discarica del Limoncino. In particolare per l’abuso d’ufficio e i reati ambientali. Un anno e tre mesi per Andrea Rafanelli addetto dell'Unità operativa "Rifiuti e bonifiche" della Provincia, un mese in meno per l'imprenditore Federico Bellabarba, l'ingenere Antonio Rafanelli che ha firmato il progetto e l'architetto Reginaldo Serra, dirigente della Provincia.

La richiesta era arrivata durante l’udienza preliminare  nell’aula gip del tribunale di Livorno davanti al giudice Gioacchino Trovato dove si è svolto il processo con rito abbreviato. Il magistrato aveva invece chiesto l'assoluzione per il capo A, vale a dire  le irregolarità comportamentali da parte delll’addetto della Provincia, Andrea Rafanelli,  che ha votato l'ok al progetto nonostante fosse il nipote di Antonio Rafanelli, progettista e direttore dei lavori degli impianti. Il comitato antidiscarica in Tribunale

Fuori dal tribunale di via Falcone e Borsellino una trentina di componenti del comitato antidiscarica ha improvvisato un presidio in attesa della sentenza.

Quello di lunedì è l’ultimo atto di un lungo percorso giudiziario che va avanti da tre anni. Durante il penultimo atto, andato in scena il 14 febbraio scorso, è stata presentata la perizia richiesta dal giudice che smentisce, almeno in parte, ciò che avevano scritto i consulenti del pubblico ministero nella prima fase dell’indagine. .

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