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Tribunale

«Giornalista privato del cellulare»: in sei a Livorno finiscono a processo per rapina

di Stefano Taglione
Palazzo Rosciano, fuori dal quale sarebbe avvenuta l'aggressione
Palazzo Rosciano, fuori dal quale sarebbe avvenuta l'aggressione

Il caos scoppiò il 10 febbraio del 2021 davanti alla sede dell'Autorità di sistema portuale, durante una manifestazione. Uno degli imputati si sarebbe finto poliziotto e avrebbe minacciato di gettare il cronista nel fosso

28 giugno 2024
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LIVORNO. Sono stati tutti rinviati a giudizio per rapina. Quella nei confronti di un giornalista del Tirreno, che poco più di tre anni fa mentre stava documentando una manifestazione del cosiddetto “Popolo delle barchette” davanti alla sede dell’Autorità di sistema portuale, sugli scali Rosciano, venne aggredito e privato del suo cellulare.

Tutto è accaduto attorno alle 15 del 10 febbraio del 2021 durante un presidio-protesta dell’associazione per la tutela e la conservazione delle tradizioni marinare e del porto mediceo, quando il cronista sarebbe stato accerchiato e minacciato da una persona che si è spacciata per poliziotto e da altre che gli hanno preso dalle mani il cellulare. Gli imputati – difesi dall’avvocato Luca Di Rosa – sono il cinquantasettenne all’epoca dei fatti presidente del circolo Borgo Pier Damiani (nativo di Portoferraio, all’isola d’Elba, ma residente a Livorno e unico indagato anche per sostituzione di persona, perché avrebbe dichiarato di essere un agente), la settantatreenne livornese Paola Turio, il sessantacinquenne labronico Roberto Lippi, la sessantenne Gigliola Pantera (residente a Casciana Terme, in provincia di Pisa, ma originaria di Massa), il sessantaduenne livornese Riccardo Cristiani e il suo concittadino di 74 anni Paolo Ponzali.

Per tutti era stato chiesto il processo anche per violenza privata, all’epoca un reato procedibile d’ufficio: ora, dopo cambiamenti normativi, non lo è più e la vittima – che si è costituita parte civile assistita dal legale Bruno Neri – non ha sporto querela e quindi il giudice dell’udienza preliminare, Marco Sacquegna, limitatamente a questo ieri ha dichiarato il non doversi procedere. Damiani – secondo l’accusa – avrebbe anche «minacciato di buttare in mare il giornalista». L’apertura del dibattimento è prevista per novembre. «Prendiamo atto dell’ammissione di costituzione di parte civile, un atto necessario di fronte a nessuna accettabile proposta conciliativa da parte degli attuali imputati», le parole dell’avvocato Neri, che assiste il giornalista vittima dell’aggressione sugli scali Rosciano. 

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