Il digiuno intermittente: benefici e rischi. L'esperto avverte: "Necessario il controllo del medico”

È scoppiata la moda dell’astenersi dai pasti a precisi intervalli orari. Ma quali sono i benefici? Quali i rischi? Avverte l’esperto: “Mai digiunare senza il controllo del medico”


16 giugno 2022 Marzia Valitutti


Il digiuno intermittente, come suggerisce il nome, è un metodo alimentare basato su finestre temporali in cui non si assumono cibi: di grande tendenza tra gli sportivi, è considerato da molte persone un alleato formidabile della dieta. Ad oggi esistono molti sistemi per perdere peso: ma sono davvero tutti validi? Soprattutto, sono esenti da rischi?

Troppo spesso le persone si lasciano trasportare dalla moda del momento o dai consigli di un’amica, senza considerare i pericoli insiti di un regime alimentare sbagliato. Ecco perché, noi di Sani & Belli, ci teniamo a consultare i migliori professionisti sul campo, scongiurando così potenziali errori di valutazione. Conosciamo allora più da vicino in cosa consiste il digiuno intermittente, quali i benefici e i rischi. Sottolineando come regola fondamentale: si deve seguire sempre con la supervisione dello specialista, il dottor Mario Marani.

Professore, per i non addetti ai lavori, mi spiega in poche e semplici parole cosa si intende per “digiuno intermittente”?

“Il digiuno intermittente è una pratica che affonda le radici nella notte dei tempi. Gli antichi Romani, ad esempio, cenavano solo per festeggiare il termine della giornata praticando ciò che ora viene chiamato OMAD (one meal a day), ossia un pasto al giorno. Fino all’età vittoriana si consumava un solo pasto al giorno. Si chiama intermittente perché non si pratica tutti i giorni.

Esistono vari approcci per praticare il digiuno intermittente, quali sono? Esistono differenze anche nei risultati?

“L’Omad consiste quindi nel digiunare dopo il pasto fino allo scadere delle 24 ore. Si fa, quindi, un pranzo o solo una cena. Questo è un digiuno più aggressivo, che in realtà può essere praticato al massimo tre volte l’anno, sempre seguiti dal controllo del medico. Mai soli: si possono avere dei problemi legati ai livelli di glicemia, ad esempio. Ecco perché andrebbero sempre fatti degli esami del sangue prima. Anche a chi soffre di problemi di tiroide è assolutamente sconsigliato”. Poi ci sono altri tipi di digiuno intermittente.

Il 5:2, in pratica dove si consumano normalmente pasti normali per 5 giorni a settimana e sono previsti 2 giorni di restrizione calorica, a circa 500/800 kcal giornaliere. Questo tipo di digiuno favorisce l’autofagia cellulare, ossia favorisce una forma di rigenerazione che parte dall’interno. Tutto questo deve essere ovviamente abbinato sempre ad uno stile alimentare corretto.

Poi abbiamo il 16:8: in pratica si digiuna per 16 ore e si mangia durante le otto ore. Le 16 ore vengono conteggiate anche durante con il sonno. Questo mettere a riposo l’intestino per questo lasso di tempo favorisce la depurazione e di conseguenza anche la perdita di peso. Si mette in pratica due giorni a settimana, mai consecutivi. Il risultato che si ottiene è una sensazione di benessere psicofisico. Eliminare scorie e tossine ci aiuta a sentirci più lucidi mentalmente, anche la pelle appare più bella e luminosa, i capelli sono più sani. Si contrastano le infiammazioni dell’organismo. Lo ripeto: sempre con il controllo medico!

Una privazione alimentare praticata per troppo tempo può creare problemi al metabolismo?

“Sarebbe vero se si trattasse di “restrizione calorica”, cioè di una riduzione drastica e quotidiana di apporto calorico. Il digiuno intermittente, appunto, non si pratica tutti i giorni evitando, dunque, problemi metabolici. Se venisse fatto giornalmente si rischierebbe un rallentamento del metabolismo e di conseguenza un danno”.

Per chi vuole tenere sotto controllo la massa grassa, evitando di perdere peso, il digiuno intermittente è indicato?

“Il digiuno intermittente non provoca alterazioni della massa magra perché il nostro organismo brucia massa grassa durante le ore di digiuno per produrre i carboidrati (gli zuccheri), ossia l’energia necessaria alla vita. Dunque, si avrà un dimagrimento con definizione della massa magra”.

Giovani e anziani sono categorie a rischio?

“In giovani e anziani il digiuno intermittente, in effetti, può avere delle controindicazioni come anche nelle donne in gravidanza e pazienti con alcune patologie, come quelle tiroidee. Va praticato sotto controllo medico”.

Il digiuno intermittente può essere praticato come routine alimentare o deve necessariamente essere circoscritto ad un lasso di tempo?

“Se praticato in maniera corretta può essere uno ‘stile di vita’, da ripetere in alcuni periodi dell’anno, secondo le indicazioni del medico”.

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